In ufficio, si lavora senza aria condizionata Alzano la voce i dipendenti dell’Agenzia delle Entrate costretti a saune ininterrotte

Scritto da , 10 agosto 2017
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All’Agenzia delle Entrate di Salerno va in scena il remake del film “Inferno di Cristallo”, un cult del 1974. Già, perché i dipendenti denunciano da tempo condizioni di lavoro quasi disumane. Negli uffici amministrativi, per intenderci quelli dal primo piano in poi (esclusi quindi gli sportelli aperti al pubblico), da oltre un mese manca l’aria condizionata. Per cui si è costretti a lavorare portandosi un ventilatore da casa e qualche asciugamano per tamponare il sudore che, ci dicono, nel corso dell’ultima ondata di caldo africano è un nemico costante. Numerosi i casi di dipendenti che hanno avvertito dei malori a causa delle temperature troppo alte. Specie nelle ultime settimane, come ci viene confermato da personale addetto al soccorso, più volte le ambulanze hanno fatto capolino in via degli Uffici Finanziari. Le soluzioni? Al momento nessuna. I lavoratori dell’Agenzia delle Entrate di Salerno hanno inviato una lettera alla direzione regionale di Napoli e la risposta è stata più o meno questa. “A causa della spending review imposta agli uffici pubblici non è possibile coprire i costi generati dall’utilizzo dell’aria condizionata durante tutta la giornata lavorativa”. Alle ovvie rimostranze è stata opposta una replica ancora più sconcertante. Pare, infatti, che si ritenga opportuno tenere spenti i condizionatori perché in queste settimane l’organico è ridotto, causa ferie, e l’aria si disperderebbe inutilmente. Spieghiamo meglio: se su cento stanze solo quaranta sono occupate non è conforme ai principi della spending review accendere il circuito di refrigerazione perché la copertura delle sessanta stanze vuote sarebbe un costo superfluo. L’Agenzia delle Entrate di Salerno non è nuova a simili problemi. Un anno fa venne fuori che le vetrate degli uffici non avevano finestre, e non si sa adesso ce l’abbiano, di conseguenza nei periodi di forte caldo le stanze diventavano delle serre. Per non dire dell’emergenza ratti. Capitava, infatti, che dai faldoni, dagli armadi e persino dai carrelli portadocumenti spuntassero fuori dei topi. Altri roditori, invece, passeggiavano liberamente per i corridoi in cerca di cibo. I sindacati di categoria hanno le mani legate perché nessuno, sia nel caso di questi giorni dell’aria condizionata spenta sia per quanto riguarda altri problemi, se la sente di scioperare. “E a che servirebbe – dice sconsolato un dipendente – ci toglierebbero solo soldi dalla busta paga e non risolveremmo nulla”. Effetti di una spending review all’italiana, dove invece di tagliare sprechi miliardari si pensa di rimettere i conti in ordine tenendo spenta per qualche giorno l’aria condizionata negli uffici. In vista dell’inverno, comunque, i dipendenti si tengono già pronti. Casomai anche il riscaldamento venisse considerato troppo costoso dai capi bisognerebbe attrezzarsi con stufe e coperte. A spese proprie, ovviamente.

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