In Sardegna avanti il centrodestra, crollo dei 5 stelle

Scritto da , 25 Febbraio 2019
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Secondo i primi exit poll del consorzio OPINIO ITALIA per la Rai il candidato del centrodestra Christian Solinas oscirebbe tra il 37 e il 41% mentre Massimo Zedda del centrosinistra sarebbe tra il 36 e il 40%. Il candidato pentastellato Francesco Desogus è dato, invece, tra il 13 e il 17%. Più marcato il divario fra le coalizioni se si guarda il voto di lista: il centrodestra si attesterebbe al 42-46%, il centrosinistra (28-32%). I 5S si collocherebbero sotto il 20% (14-18%). M5S, comunque, primo partito con una forchetta tra il 14 e il 18%, secondo il Pd che si attesta tra il 13 e l 17%, al terzo posto la Lega con una forbice tra il 12 e il 16%. Forza Italia si piazza quarta con una forbice che va tra il 6 e il 10% mentre Fratelli d’Italia è ultima (2-5%). Il campione coperto è pari all’80%. “Dagli exit poll risultiamo prima forza politica. Attendiamo i risultati definitivi. Considerando che è la prima volta che ci presentiamo alle regionali in Sardegna siamo molto soddisfatti del fatto che entreremo nel consiglio regionale per la prima volta”. Lo si legge in una nota del Movimento 5 stelle, dopo i primi exit poll sul voto in Sardegna. “Sono solo exit poll ma denotano comunque due tendenze. Un grande recupero di Massimo Zedda e il crollo verticale dei Cinque stelle. Aspettiamo domattina i dati reali”. Così Matteo Ricci commenta su Twitter a nome del Pd i primi exit poll sul voto per la Regione Sardegna. “Il centrodestra unito è la formula vincente e si dovrebbe spiegare ai nostri elettori perché si persiste in un’altra formula per il governo nazionale. Questo dovrebbe portare ad una seria riflessione nella Lega ma non sono ottimista che possa avvenire prima delle elezioni europee”, dice l’azzurra Laura Ravetto commentando i dati. Le operazioni di spoglio inizieranno questa mattina, dalle 7. La proclamazione del vincitore è attesa nella tarda mattinata, mentre ci vorrà più tempo per conoscere i nomi dei 60 consiglieri regionali eletti. Il successore di Francesco Pigliaru (centrosinistra), che dopo cinque anni al governo della Regione ha deciso di non ricandidarsi, uscirà tra questi sette nomi: Francesco Desogus (M5s), Christian Solinas (centrodestra), Massimo Zedda (centrosinistra), Andrea Murgia (Autodeterminatzione), Mauro Pili (Sardi liberi), Paolo Maninchedda (Partito dei Sardi) e Vindice Lecis (Sinistrasarda). Non è previsto il ballottaggio, viene eletto presidente il candidato che ottiene la maggioranza dei voti.

L’INTERVISTA A SALVINI NUOVE POLEMICHE

“Salvini è il nuovo Mussolini?”. Alla domanda nel corso dell’intervista alla 7 Gold, Matteo Salvini replica con ironia: “Non ho il fisico, non ho il taglio, non ho la mascella”.Poi, però, non perde l’occasione per lanciare una stoccata: “Sono per la libertà, il rispetto, la democrazia e, però, per le regole. Che – fa notare – fino a poco tempo fa in Italia erano un optional”. Nell’intervista alla 7 Gold Salvini parla di politica a 360 gradi. Dal rapporto con Luigi Di Maio all’alleanza con Silvio Berlusconi, passando per il recente voto sul caso della nave Diciotti e le nuove sfide del governo gialloverde. “Con Di Maio va benissimo”, assicura. Lo descrive come “persona leale, corretta, onesta e seria”. Su Alessandro Di Battista, in vece, prefersce sorvolare. “Altra domanda…?”, chiede con una punta di ironia. “Con il Movimento 5 Stelle – spiega – c’è un rapporto basato sui fatti e la concretezza. Non guardo ai sondaggi, non guardo ai risultati delle elezioni regionali assicura – ho dato la mia parola e la mia parola vale più dei sondaggi”. L’alleanza con Berlusconi, invece, ha valore solo “a livello locale”. E spiega: “Ho dato la parola. Siamo qua da otto mesi. Abbiamo tante cose da fare nei prossimo quattro anni. Non mi rimangio la parola data-“

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