In ricordo di Tommaso Biamonte a sette anni dalla scomparsa

Scritto da , 30 agosto 2017
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Questa sera, alle ore 19, nella chiesa della SS.Annunziata, sarà celebrata una Messa per ricordare la sua figura umanissima

Di OLGA CHIEFFI

Sono trascorsi ben sette anni dalla scomparsa  di Tommaso Biamonte ex Deputato PCI, da quel 28 agosto del 2010. Tommaso, fu un combattente della Resistenza, protagonista del movimento contadino, consigliere comunale di Salerno, deputato comunista dal ’68 al ’79, ed anche Sindaco di Amalfi. Con lui è scomparso uno degli ultimi Comunisti, fiero di esserlo, combattente, onesto, irriducibile, generoso nelle battaglie che conduceva. Biamonte, amico e compagno degli Amendola ed in particolare di Pietro Amendola, di Abdon Alinovi, di Antonio Cassese, di Ninì Di Marino, apparteneva a quella classe dirigente che ha fondato i grandi partiti di massa a Salerno e in Campania nell’immediato dopoguerra. Tommaso ha, fino alla fine, mantenuto un dialogo aperto con tutti, non limitandosi mai ad una ricostruzione asettica delle vicende politiche vissute in prima persona, ma continuando viceversa il tentativo di racconto intenso e partecipe del proprio vissuto innanzitutto umano, attraverso un’analisi retrospettiva, non scevra peraltro da nette autocritiche, tenute insieme da curiosità culturale, sensibilità sociale e riflessione politica. Oggi come oggi Tommaso non avrebbe “giocato il gioco”, ovvero accettato i comportamenti informali, piccoli compromessi che servono a raggiungere obiettivi di breve termine, significa sottomettersi a regole sottaciute, spesso chiudendo gli occhi, acconsentire a non citare un determinato nome in un rapporto, a essere generici su uno specifico aspetto, a non menzionarne altri, di collocarsi sempre su quella linea mediana che non genera rischi destabilizzanti. Un gioco che tende a generare istituzioni corrotte. E la corruzione arriva al suo culmine quando gli individui che la praticano non si accorgono più di esserlo.  Il pensiero va ad un Tommaso eterodosso, indagatore della realtà, mai accomodante verso se stesso, non revisionista, ma critico e disposto alla rilettura del passato, consapevole di quella che un suo collega Pietro Ingrao definisce “la complessità dei cieli sopra di noi” che impedisce la riduzione dogmatica della varietà dell’esistenza umana. Questa sera, alle ore 19, Don Claudio Raimondo, guida spirituale della parrocchia della SS.Annunziata, celebrerà la Santa Messa per ricordare la sua figura di uomo buono

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