In Ricordo di Mario Pantaleone

Scritto da , 11 Gennaio 2019
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Questa sera, alle ore 19, nella Cattedrale di Salerno le celebrazioni per il trigesimo

Ad un mese dalla scomparsa di Mario Pantaleone, il ricordo fa rivivere l’Uomo. Ancora attoniti, per l’improvvisa scomparsa dell’amico rimasto semplice, schietto e sincero, per aver perso inaspettatamente un’ amico che ci voleva bene, con il quale si è condivisi momenti che sono patrimonio di un’umanità che cresce e migliora attraverso un’azione etica che è quella del dialogo, della cultura, dell’ “otium”, non riuscendo a scorgere sino in fondo cosa si nascondesse nella filigrana di un evento, che proiettava dinanzi ai nostri occhi il profilo temibile della morte, oggi, quanti hanno il dono della Fede, potranno affermare che Mario Pantaleone è stata rapito agli uomini, perché «Divenuto caro a Dio, fu amato da lui» (Sapienza 4,10), continuando ad attuare il suo messaggio di onestà e fiducia nel futuro, e di solidarietà per il prossimo che ha costituito il suo vero patrimonio spirituale. Il pensiero va ad un Mario eterodosso, indagatore della realtà, mai accomodante verso se stesso, critico e disposto alla rilettura del passato, e all’analisi del presente, consapevole di quella complessità dei cieli sopra di noi che impedisce la riduzione dogmatica della varietà dell’esistenza umana.  La messa di Trigesimo, verrà celebrata questa sera alle ore 19 in Cattedrale. Nel rinnovare commossamente il ricordo della sua figura, l’intera redazione di Le Cronache del Mezzogiorno, abbraccia ancora una volta, con grande affetto la moglie Antonietta Autorino, i figli Francesco e Giulia, i nipoti Lucio e Alfonso, il più piccolo Mariolino, la famiglia tutta, comprensiva dei diversi lavoranti della Dolceria, che è andata avanti, con coraggio, accogliendo tutti, trattenendo le emozioni, attenti a non turbare lo spirito di questi giorni particolari, liberando lo sguardo in richiami d’assenze e di presenze, “allo stesso modo di un’immagine che si rifletta rovesciata nell’ironia di uno specchio”.(G.Bufalino “La luce e il lutto”). (o.c)

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