In ginocchio agricoltura e allevamenti

Scritto da , 3 Giugno 2019
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di Andrea Bignardi

I fenomeni meteo avversi del mese scorso manderanno in crisi la produzione ortofrutticola e quella di latte, con un impatto potenzialmente catastrofico sull’economia locale. È questo il grido d’allarme lanciato dal presidente di Confagricoltura Salerno Antonio Costantino (nella foto). Dopo la richiesta dello stato di calamità naturale alla Regione Campania, infatti, si accendono i riflettori sulle criticità nella produzione dovute al maltempo delle ultime settimane. Quello appena trascorso è stato infatti un Maggio da dimenticare per gli operatori economici che lavorano a diretto contatto con l’ambiente e la natura. Agricoltura e zootecnica infatti avvertono il colpo di un mese che ha manifestato per tutto l’arco della sua durata caratteristiche climatiche tardo autunnali, con la colonnina di mercurio che è stata costantemente al di sotto delle medie stagionali di oltre due gradi: dal lontano 1991 non si toccavano valori altrettanto bassi. In particolar modo le precipitazioni sono state nettamente superiori alla norma, pregiudicando i raccolti delle colture tipiche del periodo e generando secondo tutti gli operatori del settore, una ricaduta negativa sul fatturato delle loro aziende. “Oltre la metà delle gemme dei kiwi, che verrà raccolto in autunno sono state distrutte negli ultimi venti giorni – aggiunge il presidente Costantino – soprattutto nella Piana del Sele che è uno dei territori in cui vengono prodotti maggiormente. Quindi il danno non riguarda soltanto le pesche nettarine e le fragole la cui produzione è stata ridotta al lumicino per via della grandine ma anche e soprattutto le coltivazioni che verranno a frutto nei prossimi mesi. Un danno che colpirà i consumatori ma che rischia di avere anche ripercussioni sull’occupazione e sullo stato di salute dell’intero comparto”. Altro settore nel quale sono state riscontrate criticità è quello dell’allevamento. Le precipitazioni eccessive, infatti, hanno pregiudicato la fienagione, costringendo in particolare gli allevatori di bufale ad acquistare foraggi dall’estero per consentire al bestiame di alimentarsi regolarmente. Un fenomeno che a lungo andare potrebbe compromettere – secondo quanto afferma Gioacchino Maione, titolare dell’azienda Vallepiana, leader nel settore – il buon andamento nel commercio dell’oro bianco registrato nella scorsa primavera. “Se il tempo dovesse migliorare nel corso della prossima settimana il fieno raccolto sarà comunque di pessima qualità e quindi ci troveremo di fronte ad una riduzione complessiva di oltre il 30 per cento del raccolto – aggiunge Maione – Ciò andrà a danno sia della produzione di latte di bufala che di quello vaccino, con conseguenti ripercussioni negative per noi produttori ma anche per le tasche dei consumatori. Una situazione davvero grave che si va a sommare al disagio che vivono gli allevatori del territorio, sempre più spesso costretti a chiudere le loro stalle”.

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