In Campania perimetrate oltre 30mila frane

Scritto da , 16 Marzo 2015
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“L’Italia è considerata in Europa il Paese a più alto rischio da frana. Il 70% delle frane di tutta Europa si verificano in Italia. Solo in Campania sono state perimetrate oltre 30.000 frane”. A ricordarlo è stato Francesco Peduto, presidente dell’Ordine dei Geologi della Campania durante il Forum su “Il dissesto idrogeologico: calamità ineluttabile o scarsa sensibilità ambientale?” organizzato, all’Hotel Mediterranea, dal Rotary Club Salerno Picentia, presieduto da Walter Iannizzaro, che nel desiderio di “servire il territorio”, e di “promuovere manifestazioni di pubblico interesse” ha voluto approfondire una delle tematiche più gravi del nostro territorio, conferendo l’incarico di coordinare, organizzare e moderare il Forum a Gaetano D’Aniello, past president del Club, che ha ricordato gli scopi del Rotary e le attività che svolge sul territorio:” Nel nostro club c’è una notevole sensibilità per i problemi ambientali. Il dissesto idrogeologico, purtroppo, interessa tutta la nostra provincia e la nostra regione”. Alla serata hanno partecipato alcuni sindaci del territorio e i presidenti e soci dei Club del Distretto 2100 oltre al Governatore, Giancarlo Spezie, oceanografo, che ha condiviso e apprezzato l’iniziativa del Rotary Club Picentia:”Si inquadra molto bene nella tematica che ci siamo dati: di essere vicini ai cittadini, alle istituzioni e alle comunità, nel rispetto dell’ambiente”. Francesco Peduto, ha ricordato che: “Oggi in Italia, non c’è ancora una legge che consenta di avere interventi strutturali efficaci sul fronte prevenzione . Quella che abbiamo è frammentaria e inadeguata. Dobbiamo fare di tutto per avere leggi stringenti e per diffondere la cultura geologica nel Paese affinché la gente possa avere maggiore coscienza dei rischi naturali. Abbiamo perso un’occasione d’oro quando, nel 1998, con le norme emanate dopo gli eventi di Sarno, si poteva andare verso una pianificazione che poi non è stata fatta. Stiamo 15 anni indietro rispetto a quelle norme”. In Campania si sta facendo qualcosa: “La nostra regione non è il fanalino di coda: sono stati finanziati i Piani di Protezione Civile di tutti i comuni della Campania e gli interventi su alcune frane che ci sono state nel passato”. Peduto, citando Michele Buonomo ha affermato: “Ci vogliono più geologi e meno geometri nei comuni”. Il professor Leonardo Cascini, Ordinario di Geotecnica e Direttore del Dipartimento d’Ingegneria Civile all’Università di Salerno, ha spiegato che nella nostra Regione e nella nostra provincia in particolare c’è una radicata conoscenza delle problematiche legate al dissesto idrogeologico e che “la gestione del rischio non è una questione solo tecnica, ma sociologica e antropologica. Ci vuole la volontà politica, e di quelle persone che sono a rischio , di chiedere gli interventi adeguati. Se tutto ciò non avviene le risorse vengono utilizzate per altri scopi, mentre invece troppe volte si dice che vengono utilizzati per mitigare il rischio da frana”. Il presidente di Legambiente Campania Michele Buonomo, ha sottolineato l’importanza della prevenzione: “Bisogna intensificare la “Prevenzione Civile” più che la Protezione Civile. Bisogna intervenire prima che i disastri avvengano, non si può pensare di abbandonare a se stessi i territori. Deve esserci un’azione di protezione civile diffusa sui territori attraverso le scuole e i comuni. Intervenire a posteriori è molto più costoso in tutti i termini: economici e di perdita di vite umane”. L’onorevole Alfonso Andria, ha ricordato di essere stato, durante la XVI legislatura, il redattore e primo firmatario del Decreto Legge sulla Prevenzione del rischio idrogeologico emanato a seguito dei drammatici eventi del maggio 1998 che coinvolsero cinque comuni della Campania, tra i quali Sarno e Bracigliano: “Ho fatto in modo che nella legislatura in corso fosse ripresentato anche in mia assenza dal Parlamento”. Andria all’epoca era presidente della Provincia di Salerno: “Il tributo di vite umane e le distruzioni furono tali da postulare, anche nel legislatore, l’esigenza di pensare a misure di prevenzione del rischio idrogeologico quando non si parlava ancora di prevenzione in un Paese come l’Italia nel quale si credeva che solo poche zone fossero interessate dal rischio idrogeologico”. All’organizzazione del Forum, hanno collaborato anche i soci Fernando Spirito e Roberto Napoli e Giuseppe Giannattasio. Aniello Palumbo

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