In 250 firmano per discutere il progetto di riqualificazione

Scritto da , 21 Luglio 2019
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Sono state 250 le firme raccolte al quartiere Laspro di Salerno per chiedere che si discuta sul progetto di riqualificazione della piazzetta a monte della chiesa di Santa Maria della Consolazione che fu realizzata dopo il crollo che si verifico nel 1998 in fase di realizzazione di un progetto che voleva ricavare box interrati, crollo nel quale rimase gravemente ferito l’ingegnere Alberto di Lorenzo. Il quartiere ha chiesto di essere ascoltato dall’amministrazione. Nessun giudizio a priori sulla realizzazione dell’opera, che insieme ai box interrati prevede la creazione di un campetto di calcio, ma una considerazione amara, nessuno ha informato di quello che si andava a realizzare chi abita in quella zona e se qualcuno ha deciso cosa costruirci lo ha fatto arbitrariamente arrogandosi il diritto di scegliere per tutti. Di qui la decisione di raccogliere le firme che serviranno a chiedere un incontro chiarificatore con l’amministrazione per sapere chi ha deciso che, realizzare un campetto di calcio, abbattendo alberi e riducendo posti auto, sia la scelta migliore per il quartiere. Può darsi, dicono i promotori dell’iniziativa, che questa opzione sarebbe stata quella scelta dalla maggioranza, sarebbe bastato coinvolgere tutti nella decisione per saperlo ed invece così non è stato. Una questione di metodo prima ancora che di merito quindi sul progetto in se. Intanto anche gli ambientalisti scendono al fianco del quariere, ieri mattina è comparso sugli alberi che potrebbero essere abbattuti per realizzare il campetto, la bandiera di legambiente. Un altro segnale che il quartiere Laspro intende dare battaglia e sta cercando alleati. Già durante la fase del crollo nel 98 si subirono mesi di disagi, la strada chiusa, un intero palazzo che fu evacuato, e non è giusto che anche oggi il quartiere subisca supinamente scelte che non si sa da dove arrivino. Le scale per raggiungere la chiesa sono state eliminate e la polvere del cantiere, che al momento è inoperoso, arriva nelle case. Insomma sembra che ancora una volta il prezzo da pagare sia tutto per chi abita in quella zona, ma la gente questa volta vorrebbe sapere almeno a chi portare il conto.

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