Imposta di soggiorno, il rincaro preoccupa i titolari dei b&b

Scritto da , 2 Aprile 2019
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L’aumento della tassa di soggiorno manderà in crisi il turismo a Salerno: è quanto pensano alcuni titolari di bed and breakfast e affittacamere, due tra le forme alternative di ospitalità più diffuse nella nostra città. Tanti sono i giovani salernitani che si dedicano a questo tipo di attività: non solo reputano ingiusto l’aumento del tributo ma temono che possa mettere a repentaglio la redditività, spesso già insoddisfacente, delle loro strutture ricettive. «Salerno è una cerniera tra le due costiere più belle d’italia – afferma alessandro Lenza, titolare del b&b Conte di morelia – Va benissimo che si paghi una tariffa minima, ma non capisco la sproporzione della stessa tra le varie tipologie di strutture e l’aumento del tributo in sé. in origine, infatti, la tassa di soggiorno era un contributo per le casse comunali di ammontare ragionevole, e non mi sembra prevedesse discrepanze tra le varie strutture». altro aspetto critico, oltre a quello della maggiorazione in sé del tributo, è rappresentato, secondo il g i o v a n e esercente, dalla totale assenza di servizi offerti ai turisti. «Qui a Salerno le strade sono dissestate, i trasporti pubblici sono malfunzionanti, la raccolta dei rifiuti viene effettuata senza l’utilizzo di appositi contenitori – prosegue – Come si può fare accoglienza a turisti stranieri, se la sera ritrovano, al rientro, cumuli di sacchetti dinnanzi ai portoni del centro cittadino, magari aperti dal vento? È un qualcosa di inammissibile». «L’aumento della tassa di soggiorno non è giustificato – tuona Enrico Campione, titolare del bed and breakfast Del Corso – soprattutto durante il periodo delle Luci d’artista in cui si lavora esclusivamente nel fine settimana. nonostante ciò, bisogna dire che un problema che affligge noi esercenti onesti è quello delle numerosissime strutture abusive che sono spuntate come funghi in città negli ultimi anni». «non essendo registrate né soggette ad alcun tipo di obbligo hanno la possibilità di praticare prezzi più bassi – aggiunge – E nonostante le associazioni di categoria abbiano più volte segnalato al Comune la presenza di strutture abusive, da palazzo di Città non ci sono giunte risposte adeguate». anche Simone Landi, titolare del bed and breakfast il Duca d’amalfi, sito nella centralissima piazza portanova, crede che l’aumento possa avere, nel lungo termine, ripercussioni negative sulla gestione della sua struttura. «premesso che l’incremento della tariffa non è stratosferico e che la tassa di soggiorno resta comunque una tra le più basse applicate in italia – afferma – Sicuramente andrà ad arricchire le strutture che lavorano in nero e che quindi non procedono a versare la quota dovuta al Comune». L’aumento, secondo Landi, farà sì che i clienti ricorrano con più frequenza al pagamento mediante pos, scoraggiando l’uso del contante. «Questo renderà più lento e complesso il recupero della tassa – aggiunge – ma non bisogna disperare: per chi lavora in modo cristallino e trasparente l’aumento non sarà un problema esiziale, supereremo anche questo». La reale criticità è rappresentata, secondo il titolare del bed and breakfast il Duca d’amalfi, dalla carenza di domanda: il proliferare delle strutture riduce infatti i potenziali guadagni di ciascun operatore del settore, soprattutto nei periodi di bassa stagione. «prima e dopo la fase delle Luci d’artista – conclude Simone Landi – viviamo momenti bui per il nostro settore, rappresentato ad esempio dai mesi di novembre e febbraio. Bisogna agire a livello istituzionale per promuovere la destagionalizzazione dei flussi turistici».

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