“Im”mobilità a Salerno, l’inferno quotidiano degli automobilisti

Scritto da , 27 aprile 2018
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Andrea Pellegrino

Chissà che faccia fa un crocierista quando sbarca al porto di Salerno. O che faccia fa un turista quando si immette nel traffico incontrollato della città. Oppure uno straniero che nei giorni festivi attende invano un autobus alle fermate. Chissà se a Palazzo di Città si saranno mai chiesti questo, o se qualche amministratore – soprattutto chi governa queste deleghe specifiche – abbia mai attraversato in lungo ed in largo la città negli ultimi mesi. Non certo occorre un occhio vigile per rendersi conto che il sistema mobilità e viabilità è completamente in tilt. Partiamo dall’ingresso della città, dove a farla da padrone – in ogni ora del giorno e della notte – sono i camion in entrata ed in uscita del porto. «Colpa dell’autorità portuale», rispondono spesso dal comando della polizia locale. In pratica la soluzione non c’è. E per quanto anche qualche consigliere si sforzi, si arriva sempre ad un punto per poi ritornare indietro. Così incolonnamenti di mezzi pesanti, bus e caos trovano solo due giustificazioni per Palazzo di Città: la mancata realizzazione di Porta Ovest e le competenze dell’Authority. Entrambe, però, alquanto deboli agli occhi degli adirati automobilisti che dalla parte nord hanno l’esigenza di raggiungere il capoluogo provinciale. Non va meglio al centro. Situazione sempre più complessa per la contemporanea attivazione di cantieri. Soprattutto gli ultimi legati all’installazione della fibra ottica, che oltre a rallentare il traffico (già compresso) cittadino, non hanno risparmiato una sede stradale ormai ridotta in pezzi. Con il conseguente pericolo per i mezzi a due ruote. il caso sarà affrontato anche durante la prossima commissione mobilità, su richiesta dei consiglieri comunali Giuseppe Ventura e Felice Santoro. Infine i mezzi pubblici. A singhiozzo nel weekend, completamente assenti nelle feste comandate. Una situazione che riporta le lancette dell’orologio indietro nel tempo e che segna l’arretratezza dei servizi minimi di una città. La metropolitana, poi? Ai tempi di Caldoro presidente e di Vetrella assessore, era divenuta, oltre terreno di scontro politico, anche l’infrastruttura che avrebbe cambiato il destino della città. Oggi invece torna in auge solo durante il periodo di luci d’artista. Naturalmente a suon di centinaia di migliaia di euro.

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