Immobili in cambio di lavori

Scritto da , 20 maggio 2014

di Marta Naddei

Beni comunali come “merce di scambio” per la realizzazione di alcuni lavori. Succede anche questo al Comune di Salerno, da tempo alle prese con gravi difficoltà di liquidità e che ha ormai puntato sulla cessione del patrimonio immobiliare per far fronte alla carenza di soldo sonante. Un episodio che si inserisce in un contesto in cui – negli ultimi anni – gli appalti delle opere pubbliche salernitane sono stati caratterizzati dalla presenza di «infiltrazioni camorristiche e faccendieri», come afferma l’ex consigliere comunale Fausto Morrone, che segnala un episodio molto recente. Quello che riguarda la Samoa restauri – la ditta che si è occupata del restauro di palazzo Fruscione – in cui è confluita la Caccavo srl di Pontecagnano, destinataria di una interdittiva antimafia e coinvolta nello scandalo degli appalti relativi all’area archelogica di Pompei. Una inchiesta, datata 2013, nella quale finì anche Annamaria Caccavo, legale rappresentante dell’impresa e direttrice tecnica della Samoa fino al suo arresto con l’accusa di destinataria di un avviso di garanzia, con l’accusa di concorso in abuso di ufficio, corruzione di persona incaricata di un pubblico servizio, frode nelle pubbliche forniture e truffa ai danni dello Stato. La denuncia arriva dall’ex segretario della Cgil Salerno ed ex componente dell’assise cittadina, Morrone che fa riferimento ad un appalto assegnato dal Comune di Salerno alla Samoa, con una determina dello scorso 17 aprile, per un importo di 867 mila euro per i lavori relativi alla manutenzione straordinaria stradale e fognaria delle zone collinari della città. Un appalto assegnato – secondo Morrone – con una «procedura abbastanza singolare, in quanto il Comune trasferirà immobili di sua proprietà in permuta, a saldo delle spettanze delle opere da realizzare». Ma non è tutto, sottolinea l’ex consigliere: «Leggendo la determina – spiega – non si comprende quale sia stato il metro di valutazione commerciale dei suddetti immobili: un elemento, questo, che conferma che, in quanto a trasparenza, il Comune di Salerno ha ancora molto da imparare, nonostante il sindaco “Vanna Marchi” non perda occasione per paragonare il “suo” Municipio ad una scenografica casa di vetro». Una situazione che si trascina da tempo e che Morrone ha già denunciato più di una volta. «E’ un fenomeno gravissimo ed endemico che riguarda Salerno, che scivola sulla pelle della comunità salernitana e delle sue istituzioni come se fosse di scarsa rilevanza. Numerose e sistematiche – afferma Morrone – infiltrazioni della criminalità organizzata nei cantieri per la realizzazione di opere pubbliche aggiudicate dal Comune di Salerno, e tanti faccendieri che si sono avvicendati nella gestione di tentativi di investimenti pubblici, promossi dalla medesima amministrazione, e falliti regolarmente». Numerosi sono gli esempi: «PalaSalerno (Delfino), Termovalorizzatore (Campania appalti), Piazza della Libertà (Esa), Mcm, Sea park. Tutte occasioni, è evidente, di sviluppo mancato e di denaro pubblico sprecato, per superficialità e presunzione». Morrone non ha alcuna intenzione di fermarsi: «Senza spiegazioni inoltrerò formale e dettagliata denuncia alla Procura della Repubblica» e si pone una domanda – «per quale congiuntura astrale tutti i camorristi e i faccendieri capitano al Comune di Salerno e riescono a condizionare i suoi investimenti? Consapevoli di questa maledetta sfortuna perché gli amministratori continuano ad affidare appalti evitando di fare preventivamente anche controlli tanto elementari da poter essere portati avanti da un semplice cittadino?». Domande che rischiano di rimanere senza nessuna risposta.

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