IMMIGRATI. Inverso rilancia: «Facciamo un centro d’accoglienza»

Scritto da , 20 Marzo 2015
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di Carmine LANDI

BATTIPAGLIA. Perché limitarsi a realizzare un centro polifunzionale per gli immigrati, quando si potrebbe attivare anche un centro di accoglienza diurno e notturno? La proposta è di Vincenzo Inverso, presidente provinciale dell’Udc, che dallo scorso 28 febbraio ha avviato “#perunnuovoinizio”, la campagna d’ascolto dei cittadini sulle basi della quale l’alveo dei moderati battipagliesi costruirà il programma elettorale in vista delle prossime elezioni comunali.

Negli ultimi giorni, alla luce dell’accesissimo dibattito che sta infiammando in queste settimane gli animi dei battipagliesi circa l’istituzione di un centro polifunzionale – che poi, di fatto, è poco più di uno sportello –  per immigrati regolari all’interno del locale terraneo di via Leopardi, confiscato alla camorra, tramite il progettoPassepartout, finanziato con 80mila euro di risorse comunitarie del PON (Programma Operativo Nazionale) 2007-2013 “Sicurezza per lo Sviluppo – Obiettivo Convergenza”, #perunnuovoinizio ha voluto prestare la propria attenzione alle associazioni di volontariato e alle onlus impegnate da anni sul territorio a fianco degli immigrati.

«L’iniziativa messa in campo dall’amministrazione comunale (furono l’ex-sindaco, Giovanni Santomauro, e il suo assessore alle Politiche Sociali, Francesco Della Corte, a lavorare al tutto nel 2010, NdA) per gli immigrati regolari – dichiara il presidente provinciale dell’UDC, è di un’evidente bontà, ma è necessario affrontare sul nostro territorio anche il problema dell’immigrazione irregolare».

Una spinosa quaestio, che Inverso ha voluto affrontare con delle cifre tra le mani: «da un primo dato – prosegue il moderato – emerge che il numero degli immigrati irregolari e di quelli che richiedono asilo politico corrisponde a circa 300 persone, ossia un buon 10% del complessivo degli extracomunitari presenti a Battipaglia».

Dunque, a parer dell’ex-consigliere comunale, «bisogna fare in modo che pubblica amministrazione e associazioni di volontariato trovino una soluzione che tenga conto anche di queste realtà, che non possono essere ignorate, altrimenti si lascerebbero ampi margini di manovra anche a chi sfrutta e vive nell’illegalità».

Da qui l’idea del centro d’accoglienza: «Facciamo nostra – ha fatto sapere Inverso – l’idea, rappresentataci da alcune associazioni, di attivare un centro di accoglienza diurno e notturno per donne e bambini non accompagnati richiedenti asilo politico».

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