Immigrati, De Luca: “In rete commenti volgari e bestiali”

Scritto da , 4 luglio 2014
“Abbiamo avuto modo di conoscere da vicino la vicenda drammatica dei migranti: è stata un’esperienza sconvolgente, come sempre quando si passa dai giornali alla realtà vera. Sapevamo che ci sono migliaia di disperati, ma trovarsi davanti bambini disperati è un’altra cosa e ti mette di fronte alle tue responsabilità, ai tuoi valori, al tuo essere umano. Sono immagini sconvolgenti che richiedono un grande sforzo di umanità, ma anche di ragione”. Lo ha detto il sindaco De Luca a LIRATV. “A volte – ha proseguito il sindaco – si generano reazioni istintive di rifiuto, che tengo a non banalizzare e a non considerare semplicemente come posizioni razziste e prive di umanità: c’è una preoccupazione vera da parte di tanti nostri concittadini, che dobbiamo saper cogliere. Ma il modo migliore di affrontare questi problemi è saper far funzionare la ragione. Nessuno di noi ha invitato nel nostro paese migliaia di migranti, ma questa è la realtà e non possiamo cancellarla con la rabbia e il rifiuto. Quando ti trovi davanti dei bambini che hanno viaggiato stipati in una stiva, magari vicino ad altri bambini morti, cosa fai?
Il dovere di umanità è salvare loro la vita. Se un padre di famiglia non ha la sensibilità di voler salvare la vita di quei bambini, non ha il diritto di parlare neanche dei propri figli. Certo, noi non possiamo accogliere tutte queste persone, non ce la facciamo. E peraltro il 99% delle persone sbarcate non restano in Italia e nella nostra città: questa è solo una tappa per arrivare nei paesi del Nord Europa. Noi eravamo chiamati a dare un’accoglienza per 36-48 ore, cosa che abbiamo fatto, così come abbiamo offerto una cura a qualche bambino malato di varicella e morbillo. C’è, poi, un terzo aspetto del problema.La gran parte di queste persone vengono da paesi come la Siria, l’Eritrea, la Libia; fuggivano dunque dalle guerre, dalle violenze, dagli stupri.
Una piccola minoranza, invece, erano clandestini provenienti dal Marocco, dove non c’è nessuna guerra in atto e dove vige un sistema sostanzialmente democratico: queste persone sono state isolate rispetto alle altre; il paradosso è che, una volta emesso il foglio di via, non abbiamo le risorse per rendere effettiva l’espulsione. In ogni caso, nella stessa giornata in cui abbiamo dato prova di solidarietà, ho messo al lavoro alcune pattuglie, anche di notte, per controllare il territorio cittadino. Questa è  la nostra posizione: umanità fino in fondo e senza riserve, ma anche fermezza e nessun buonismo di maniera nei confronti di chi non rispetta le leggi del nostro paese. Ho letto in rete commenti così volgari, così bestiali, da far indignare, da far venire i brividi.
Abbiamo dato una bottiglia d’acqua ed un pasto a questi disperati. Ci diciamo un paese cristiano: siamo a questo, al punto da dover ricordare a noi stessi i valori della civiltà e del cristianesimo. So bene che c’è la crisi, che non abbiamo risorse neanche per noi; ma facciamo il nostro dovere di uomini e di padri e madri di famiglia e contemporaneamente manteniamo gli occhi aperti per garantire la sicurezza della nostra comunità. E intanto auspichiamo che l’Europa, oltre che dare lezioni all’Italia, si decida a impegnarsi come Europa su questa vicenda che durerà per i prossimi decenni: il problema va caricato sulle spalle di tutti, non solo su quelle dell’Italia”.
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