Imma Battista:«L’auditorium è indispensabile per le attività»

Scritto da , 2 febbraio 2018
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Erika Noschese

Continua a riscuotere grande successo la petizione lanciata dal conservatorio Giuseppe Martucci di Salerno per chiedere la gestione dell’Auditorium, anche grazie alla mobilitazione della consulta studentesca. A raccontarcelo è il direttore Imma Battista:

 Direttore, il conservatorio di Salerno vorrebbe poter avere in gestione l’Auditorium, giusto?

«Si, il conservatorio tutto lo vorrebbe in gestione. Gli studenti sono una parte del conservatorio e anche loro vorrebbero poter ottenere la struttura. Gli studenti si sono mossi anche in reazione a questa petizione, si stanno muovendo molto perché lo ritengono un loro diritto.

La raccolta firme quanti consensi ha ottenuto fino ad ora?

«La raccolta firme sta andando molto bene perché è partita sette giorni fa ed abbiamo raggiunto più di 6300 firme. Una cifra importante perché vuol dire che una comunità intera è al nostro fianco e sostiene la petizione. Una comunità che fa suo questo principio che stabilisce che l’Auditorium non può essere non essere affidato al conservatorio. Se non altro per la destinazione d’uso ma anche perché nel nostro caso è addirittura attivo».

Anche la Commissione Trasparenza si sta occupando del caso. Voi attendete ancora un incontro con il sindaco Napoli.

«Io sono stata invitata, in seguito al lancio della petizione, in Commissione Trasparenza la quale poi ha ribadito in un verbale che confermano, dal loro punto di vista, che l’Auditorium non può non essere affidato al conservatorio. Con il sindaco non c’è stato ancora l’incontro, io non credo che il sindaco della nostra città pensi che possa essere affidato ad altri se non al conservatorio però di fatto ancora non c’è stato un incontro se non altro anche per il lutto che ha colpito il sindaco Napoli. A dir il vero, un appuntamento era stato messo in programma ma è stato rinviato proprio per queste ragioni».

Quali sono i progetti del conservatorio qualora dovesse ottenere finalmente l’Auditorium?

«I progetti sono tanti ed importanti. Si sta dicendo che il conservatorio vuole l’Auditorium per far suonare gli studenti ma non è solo per questo. Il conservatorio in questi anni ha calendarizzato una serie di eventi che ha regalato alla città. Molto spesso andiamo a cercare luoghi che non sempre sono idonei per la musica quindi l’idea di ottenere l’Auditorium non è soltanto per, giustamente, dar seguito a quella che è la formazione degli studenti e farli esibire ma anche perché noi abbiamo avuto ospiti internazionali, abbiamo avuto grandi maestri che hanno tenuto masterclass, oltre che concerti. Quindi, abbiamo aperto la nostra formazione anche alla città. I progetti sono tanti e sintetizzarli sicuramente non è semplice ma nel momento in cui ci sarà l’affidamento saranno presentati anche perché dovremo dar conto anche al sindaco di questo affidamento.

La consulta degli studenti si sta mobilitando molto, chiedendo anche l’intervento di ex allievi per sostenere la loro causa attraverso video-selfie da pubblicare sui social network.

«Si, c’è molta solidarietà anche da parte di chi è uscito dal conservatorio, chi sa come si studia, sa cosa gli ha dato il conservatorio e ora stanno facendo molte attività anche all’estero perché hanno intrapreso una vera e propria carriera.

Se l’affidamento non dovesse arrivare, quale sarà la prossima mossa dei membri del conservatorio?

«E’ una bella domanda, questa. Non le posso dire che stiamo navigando a vista perché non è così. Noi crediamo molto nella petizione perché è uno strumento altamente democratico che rappresenta la voce di tutti i cittadini e degli addetti ai lavori. Io non credo che possa non essere ascoltata la petizione ma se così fosse sarebbe davvero una cosa molto grave da parte dell’amministrazione comunale non dare seguito a questa voce».

Dal conservatorio di Salerno sono usciti grandi nomi.

«Si, sono tanti a partire da Maria Agresta che abbiamo ascoltato al teatro La Fenice di Venezia in occasione del Capodanno; Matteo Saggese, nel campo della musica jazz; la Feo. Sono tantissimi e non soltanto quelli affermati. Ci sono, infatti, anche dei giovanissimi come Giuseppe Gibboni, che si stanno distinguendo: appena usciti dal conservatorio stanno già varcando territori internazionali».

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