imboscati al Ruggi. Il sindacalista Tomasco “C’è troppa omertà”

Scritto da , 9 maggio 2016

“Contro gli imboscati al ‘Ruggi’si abbatta il muro di omertà”. A tuonare contro quei numeri e casi eloquenti di  dipendenti che svolgono mansioni non rispondenti al profilo professionale, sia dell’Azienda ospedaliera universitaria ospedaliera ‘San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona’ di Salerno che dei presìdi annessi, è Biagio Tomasco, segretario provinciale della Uil che non usa mezzi termini. All’indomani della pubblicazione della notizia che riporta il monitoraggio, avviato dai Commissari straordinari, finalizzato a snidare i soliti furbetti, il sindacalista dice la sua condividendo e supportando l’iniziativa.“E’evidente che la gestione delle Risorse umane sia stata sempre messa in secondo piano, anche grazie ad un sistema che incoraggiava i dipendenti a fare straordinario per sopperire alle presunte carenze di organico. Ora invece è chiaro che la situazione nei plessi annessi è sciolta da ogni regola di management e si riflette in maniera abnorme sui livelli di assistenza del ‘Ruggi’”, spiega Tomasco e aggiunge: “Occorre una ricognizione seria e certosina delle professionalità in carico all’Azienda per poterle redistribuire in maniera mirata dove c’è più richiesta di assistenza. E’imperativo abbattere un sistema omertoso che tanti danni sta dando all’Azienda, anche e sopratutto per il venir meno delle figure dirigenziali addette al controllo ed alla gestione del personale. Basti pensare che seppur avendo circa 2500 dipendenti in meno rispetto all’Asl Salerno, l’Azienda ‘Ruggi’ spende la stessa quota di straordinario”, conclude.

Dunque, snidare gli imboscati e individuare quanti ricoprono mansioni non corrispondenti al proprio profilo professionale è la nuova mission del Commissario straordinario, Nicola Cantone, e dei due sub, Oreste Florenzano (amministrativo) e Vincenzo Raiola (sanitario) alle prese con il Report relativo all’attuale organico del ‘Ruggi’ e dei presìdi nosocomiali annessi.Una scorta veloce per capire che qualcosa non va, per usare un eufemismo, se troviamo un fotografo esperto seduto dietro la scrivania dell’Ufficio formazione.Ma siamo solo all’inizio. Si parla e si polemizza tanto della mancanza di personale, specie di infermieri e Oss (operatori socio sanitari). Ed è sicuramente un fatto, evidente. Lascia però perplessi, alquanto, ritrovare un numero deciso di infermieri che svolgono mansioni di segretari e impiegati; avranno presentato e ottenuto sicuramente tale trasferimento per cause importanti. Spesso per motivi di salute non possono più stare in corsia o, ancor più rischioso, in sala operatoria. E i certificati lo attesteranno. Non risulta, però, sui fogli ufficiali della dotazione organica dell’Azienda ‘Ruggi’ il cambio mansioni con il cambio qualifica. Che significa 200 euro in più al mese per indennità.Altri esempi. Nella portineria del ‘Ruggi’ risulta un addetto ai servizi di ristorazione. Un dipendente ‘riciclato’ dalla vecchia mansione, è comprensibile, ma, come dicevamo, con una qualifica che resta quella originale. Nell’Ufficio Ticket/Cup dell’ospedale di via San Leonardo troviamo due infermieri e un magazziniere; all’Accoglienza un infermiere. Nell’ufficio ‘Costi comuni del presidio di Cava de’ Tirreni’, invece, c’è l’addetto alla lavanderia; nella direzione amministrativa del ‘Da Procida’ sulle carte ufficiali della dotazione organica finita sulla scrivania della triade commissariale risulta esserci un cuoco.Un assistente sociale risulta nella direzione medica del ‘Fucito’ di Mercato San Severino insieme a un nutrito numero di infermieri. Ora, tutti questi infermieri e Oss “riciclati” o “imboscati” se tornassero a fare quello chiamati a fare, e assunti per tale motivo, la sanità salernitana non brillerebbe all’improvviso per efficacia ed efficienza ma di fatto porterebbero a casa lo stipendio rispondente alla qualifica. E al lavoro reale.

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