Il vizietto del direttore della Città Tambburini o Tamburini

Scritto da , 20 luglio 2016
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Per correttezza di rapporti non ci occupiamo della linea editoriale degli altri giornali.Ma quando un tale Stefano Tambburini o Tamburini, si permette di offendere la redazione di un giornale in vita fin dal 1994, c’è bisogno di intervenire. Al direttore della Città non è piaciuta la nostra prima pagina odierna. Legittimo. Ma da qui a passare alle contumelie ce ne passa. Saremo anche un giornale da prefisso telefonico, saremo anche brutti sporchi e cattivi ma siamo liberi di decidere. Devo ritenere che la parola frocio che lo ha tanto sconvolto deve averlo particolarmente colpito, forse per gusti personali, non lo so. Di certo non sono problemi suoi se davanti ad una squallida vicenda come quella di Cava, dove ci sono tanti giovani vittime dei due froci e pervertiti e dei loro complici che mi auguro vengano arrestati al più presto, Cronache assume una posizione forte e senza equivoci. Come abbiamo sempre fatto in ogni situazione in cui si chiedeva di scendere in campo.

Noi siamo per la castrazione chimica per queste persone, siamo dalla parte dei ragazzi e ci auguriamo che in carcere venga applicata la giusta legge che al fichetto Tamburini o Tambburrini, scusate ma non frequento le stanze del potere che ogni anni ripianano i debiti che la Città accumula tanto che il Fatto, l’altro ieri, parlava di cessione della testata, potrà non piacere. Noi siamo brutti, sporchi e cattivi ma abbiamo le idee chiare. I pedofili e i violentatori vanno puniti: Tamburini o Tambburrini o come diavolo si chiama, non ha le palle, come noi di dire le cose come stanno. Noi siamo dalla parte dei ragazzi, lui difenda i violentatori. E non ha le palle di rispondere nemmeno al telefono, come tutti i vigliacchi. Se pensa di intimorire Cronache e la sua redazione si sbaglia di grosso, da oggi può stare certo ci occuperemo di Lui e del suo lavoro. Noi siamo amici dei gay, non dei froci violentatori. Lo comprenda bene.

 

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13 Commenti

  1. Claudio

    20 luglio 2016 at 14:19

    “Devo ritenere che la parola frocio che lo ha tanto sconvolto deve averlo particolarmente colpito, forse per gusti personali, non lo so.”

    Una prosa da terza elementare e una retorica da asilo nido.

    Il problema è che lei è anche tesserato.

  2. Gabriele Miotto

    20 luglio 2016 at 15:53

    Froci è un termine offensivo collegato strettamente a chi é omosessuale, non a un atteggiamento violento. Questo è insito nel titolo del giornale, questo non mi è piaciuto nel titolo dell’articolo. Da gay mi sento offeso. Quegli uomini sono stati violenti: chiamateli pedofili, derelitti, usate i termini che volete, ma froci no, perché frocio non significa violentatore. Frocio è un termine offensivo inventato dagli etero, ma che NON definisce una persona violenta.

  3. Giuliano Federico

    20 luglio 2016 at 16:04

    Il signor Tommaso D’Angelo se la vedrà in tribunale. Credo che si parlerà di svariate centinaia di migliaia di euro. Auguri.

    • Tommaso D'Angelo

      20 luglio 2016 at 16:26

      sto tremando per le sue minacce

      • Frocio convinto

        20 luglio 2016 at 20:32

        Sig. Tommaso d’angelo…noto che sottolinea e abusa del termine frocio…ma non è che….secondo me…. monellino!!!!

        • O.nda

          21 luglio 2016 at 18:59

          Strepitoso

  4. Brioscio

    20 luglio 2016 at 22:12

    Caro Direttore, non entro nel merito della diatriba fra Testate e Direttori, me ne tengo volentieri lontano. Per onestà nei suoi confronti dico subito che non sono per nulla d’accordo su questo titolo, né tantomeno con le argomentazioni poste a giustificazione, in quanto non ho alcuna obiezione a matrimonio gay e adozione, e persuaso -come è ovvio- che non possa mai esistere l’equivalenza gay=pedofilo o stupratore. Le devo però solidarietà umana per la stima e l’affetto che ho sempre avuto nei suoi confronti, e soprattutto perché travolto e subissato da ogni parte dal solito inquietante MINCULPOP della cultura lgbt, della psicopolizia del pensiero che mette all’indice e punisce ogni pensiero non conformato alle nuove Sacre Tavole della Legge, tutto ciò a prescindere che abbiano -spesso, c’è da dire- ragione. In una democrazia liberale -regime, che ammetto, non mi garba granché, ma che loro sostengono in pieno, visto il loro impegno per i diritti civili e umani- dovrebbero avere piena ospitalità anche le opinioni come la sua: è così anche nelle più mature democrazie. Il sistema elettorale e politico nel suo complesso poi, contribuisce a far rientrare il tutto nell’alveo della “costituzionalità” e tenere lontani dal potere gli estremi “impazziti”. Le devo quindi solidarietà umana (forse in questo momento di querele volanti Le servirebbe più quella politica), nella certezza assoluta che, pur dissociandomi totalmente dal suo pensiero sull’argomento, c’è molta più dignità in un Tommaso D’Angelo che in una Laura Bordini qualunque (della Lucarelli non parlo, il cui biasimo nei suoi confronti è una medaglia da esibire con orgoglio).

    • alberto

      21 luglio 2016 at 09:20

      Se anziche’ scrivere “froci e pervertiti” avesse scritto “luridi terroni” lei la penserebbe ancora allo stesso modo?

      • brioscio

        21 luglio 2016 at 15:45

        Sì, lo penserei.
        Essere direttamente parte in causa della faccenda non dovrebbe alterare un giudizio sereno e distaccato.
        Inoltre sembra che la parte in cui ho scritto: “Non ho alcuna obiezione a matrimonio gay e adozione, e sono persuaso -come è ovvio- che non possa mai esistere l’equivalenza gay=pedofilo o stupratore” sia stata completamente ignorata, non mi pare per niente corretto.

  5. Kiara

    21 luglio 2016 at 08:52

    Secondo me queste polemiche sulla terminologia sono sterili,vuote e lasciano il tempo che trovano.Ma cio’ che è peggio è che sono fuori luogo. Viviamo in un epoca di violenza verbale nei social veramente raccapricciante di cui io preferisco tenermi a distanza, ma in genere anche in radio /tv/cinema;e mi sembra assurdo puntare il dito sulla parola “froci”,fra l’altro non era rivolta ad una categoria in generale, ma ai froci pervertiti dell’articolo. Possibile che a nessuno gli si sia importato qualcosa della vittima? Fossero gay,etero,preti pervertiti sono in ogni caso mostri,il dispregiativo froci doveva caratterizzare negativamente quelli non offendere la comunità gay.Molto peggio fece Libero che intitolo’Bastardo Islam la prima pagina del quotidiano dopo i fatti di Parigi.Li’l’offesa a tutti i mussulmani era evidente.
    Non so se sono troppo ingenua,ma non riesco a comprendere l’omofobia di fondo,quello che riesco invece a percepire è solo un clima di ipocrisia generale che non mi piace affatto.
    Non sono le etichette che stigmatizzano una persona o fanno la grossa differenza,Se si fosse usato un gergo più politicamente corretto, non è che l’Italia diventava un paese meno omofobo.

  6. Pingback: La diffamazione a mezzo stampa: tra discriminazione sessuale e volgarità – Zei Studio

  7. Icaro Giusti

    21 luglio 2016 at 15:08

    Ma il signor Direttore – che si riempie la bocca del termine PALLE – quando usci il caso Ruby titolò forse VECCHIO PORCO PEDOFILO SCOPA PUTTANA CLANDESTINA MINORENNE?
    Sarebbe interessante leggere in QUALI ALTRE OCCASIONi il Signor Direttore avrebbe fatto ricorso a quelle che ora chiama PALLE.
    Non è che le PALLE del Signor Direttore riempiono più la sua bocca che le sue mutande??
    Attendiamo delucidazioni.
    Cordialmente.
    Icaro

    • Fastidio

      25 luglio 2016 at 07:22

      Peccato che la cara Ruby fosse consenziente, il ragazzino della notizia no.
      Certamente l’essere consenzienti è un optional per i froci.