“Il virus circola fuori dai nostri locali, servono i controlli non le restrizioni”

Scritto da , 9 Ottobre 2020
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di Monica De Santis

Sono venuti da Caserta, Napoli, Baronissi, Roccapiemonte ed altre località per protestare al fianco dei ristoratori, titolari di bar, pizzerie e pub di Salerno. Così ieri mattina dinanzi alla Prefettura un gruppo, non molto nutrito di titolari di attività di ristorazione si sono ritrovati per un flash mob pacifico, come segno di protesta contro l’ultima ordinanza firmata da De Luca, che impone la chiusura delle loro attività alle ore 23 e nei fine settimana alle 24. A fare da portavoce, alla manifestazione organizzata dall’Associazione Commetcianti per Salerno, Armando Pistolese, titolare del wine bar Tozzabancone, in via Duomo…. “Con questo flash mob noi chiediamo alla Regione l’annullamento della chiusura alle ore 23 dei locali pubblici. Quest’ultima ordinanza del governatore è priva di motivazioni e colpisce una categoria, già pesantemente provata da recenti provvedimenti restrittivi, un ulteriore duro e fatale colpo. Ancora una volta- prosegue Pistolese – De Luca ha mostrato una totale mancanza di considerazione per i grandi sacrifici posti in essere dagli esercenti tutti, munitisi di tutto quanto richiesto dalla legge e sempre attenti al rispetto delle disposizioni di sicurezza volte al contenimento della diffusione del virus. Non capiamo perchè dobbiamo essere sempre noi i colpevoli di tutto. L’imposizione di un coprifuoco dopo le ore 23, è una misura dannosa, ed inutile, anche e soprattutto se si considera la totale mancanza di controlli del territorio da parte delle Autorità preposte. Attività come la mia, come i wine bar, che iniziano a lavorare da dopo le 22, con questa ordinanza non avranno più senso di essistere. Non si può pensare che si possa stare aperti per una sola ora. Già nei giorni scorsi alcuni colleghi hanno deciso di non aprire, perchè non ne valeva la pensa, aspettiamo di vedere cosa succederà questo sabato. Nessuno capisce che a rischio oltre a noi sono anche i nostri dipendenti”. I titolari delle attività della cosidetta “Movida” non lamentano solo l’imposizione sull’orario di chiusura, ma anche il provvedimento che vieta la venda di bevande alcoliche dopo le 22… “Nessuno ha pensato che a Salerno, come in tutta la Regione, ci sono molti supermercati e piccole rivendite alimentari aperti anche dopo le 22, senza contare i distributori di bibite. Secondo i manifestanti, alcuni di questi non sono stati adeguati dai titolari e quindi i ragazzi si recano in questi punti dopo le 22 per prendere da bere. Altro punto dell’ordinanza che non viene accettato dai commercianti è il divieto di asporto da dopo le 22… “Anche in questo caso si tratta di un provvedimento contraddittorio ed inutile rispetto agli stessi fini che con esso si intendono perseguire. – spiega Pistolese – Contraddittorio in quanto alla preparazione di cibi e bevande destinate all’asporto si dedicherebbero le stesse persone, munite dei relativi dispositivi, che fino alle ore 23 hanno legittimamente curato la preparazione e somministrazione di quanto servito ai tavoli durante l’apertura al pubblico. Inutile, in quanto con il divieto in esame certo non si avversa il fatto che le persone escano di casa, se si considera che, ferma la possibilità della consegna a domicilio, chi esce, nella quasi totalità dei casi, non è mosso dall’intento di prendere cibi o bevande da asporto, liberamente fruibili a casa, ma proprio dalla volontà di trascorrere del tempo fuori dalle mura domestiche. A questo punto tanto meglio che ciò, che comunque avviene, sia in luoghi sicuri e controllati dagli esercenti commerciali, interessati al rispetto delle regole, sia per motivi di sicurezza, che per la volontà di evitare le pesanti sanzioni previste in caso di violazione delle norme in tema di uso dei dispositivi di protezione ed igienizzazione”. Ultime ma non ultime per importanza la richiesta di maggiori controlli nei luoghi degli assembramenti… “Noi possiamo controllare i nostri clienti all’interno dei locali, davanti ai nostri ingressi, ma di più non possiamo fare, non abbiamo l’autorità per farlo”. E la richiesta che venga concessa la possibilità di usufruire di spazi esterni, nel periodo invernale come in estate, utilizzando strutture mobili.

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