Il violino e l’elettronica secondo Mari Kimura

Scritto da , 25 giugno 2018
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Questa sera e domani la violinista giapponese sarà ospite dell’VIII edizione del Festival Internazionale di Musica elettronica del Conservatorio Martucci, firmata da Silvia Lanzalone

Di Olga Chieffi

Sarà il violino della giapponese Mari Kimura ad impreziosire le due giornate che chiuderanno la prima sezione dell’VIII edizione del Festival Internazionale di Musica Elettronica, verso la “Meta-Musica”. Questa sera alle ore 18, la sala concerti del Conservatorio “G.Martucci” di Salerno risuonerà di un violino molto speciale, una prestigiosa esponente della composizione assistita ed una delle espressioni più note nella composizione con il computer, Mari Kimura, la quale con un raggio d’azione ampio si concentra sulle interazioni più o meno complete della scrittura violinistica con il mezzo digitale: non si tratta solo di processing, ma anche di elettronica di “scambio” fino ad arrivare ad un asettico interplay con la macchina informatica, al pari di un robot. E’ in questa grande contrapposizione che oggi vive la composizione contemporanea per violino: da una parte si tenta di costruire una struttura irta di difficoltà per garantirle una sopravvivenza ed in un certo senso si dà continuità alla massima di Cage per i suoi Freeman Etudes, costruita per rappresentare l’impossibilità del mondo di risolvere i suoi problemi politici e sociali (quasi una profezia in un momento come quello vissuto dai noi europei oggi); dall’altra le nuove disponibilità dell’elettronica spingono per una sovradimensionamento delle caratteristiche sonore dello strumento, piantando però qualsiasi discussione sulla valenza virtuosa della scrittura compositiva. Il concerto di questa sera, dal titolo Electronics in Nature, spazierà  dalle Variants, di Jean-Claude Risset, utilizzante echi digitali che costruiscono un tessuto contrappuntistico e armonico che estende le possibilità melodiche del violino a Gemini un tempo di cadenza della Kimura, in cui viene utilizzata una particolare tecnica dell’archetto per eseguire suoni subarmonici al di sotto delle altezze fondamentali senza cambiare l’accordatura dello strumento. Si procederà con tutti pezzi della stessa violinista, a cominciare da Canon Élastique, creato utilizzando il sensore per analizzare il movimento dell’archetto, così da interagire con esso e creare un canone “elastico”, per quindi passare a Kaze (The Wind) che utilizza le parole di un’autrice del Medioevo di nome Sei Shonagon, che scrisse la famosa frase “Il Vento è Tempesta”. Eigenspace, invece, è un lavoro audiovisuale interattivo realizzato in collaborazione con un artista giapponese di nome Tomoyuki Kato, subito dopo il disastro di Fukushima nel 2011, in cui l’espressione musicale è tratta dal sensore. Il brano The Old Rose Reader di Frances White presenta il suo amore per le rose antiche coltivate nel giardino dell’Imperatrice Josephine, per chiudere con Malmaison. Rossby Waving che prende il nome da fenomeni atmosferici che provocano effetti climatici estremi, e in questo brano le arcate interrompono l’ostinato, come i disastri naturali creati dall’uomo. Domani, si svolgerà presso il Conservatorio, un Workshop su Violino Aumentato e Ableton Live di Mari Kimura, con il contributo di Federico Pepe, product specialist di Ableton. Nella prima parte del workshop Mari Kimura descrive la musica, le tecniche e gli strumenti per il live electronics utilizzati nel concerto Electronics in Nature, per violino, violino aumentato e sensore di movimento Mugic, un sistema basato su Arduino sviluppato da Mari Kimura e dal media artist Liubo Borissov. Mugic analizza i movimenti e i gesti per estrarre le espressioni umane ed è stato sviluppato per essere applicato non solo al violino, o agli strumenti musicali, ma anche per essere applicato su qualsiasi oggetto che esegue movimenti legati al movimento espressivo. Nella seconda parte del workshop Federico Pepe, product specialist di Ableton, descrive il programma Ableton Live e le nuove funzionalità di Live 10, alla scoperta delle funzioni principali e delle novità introdotte nell’ultima versione. Nuovi dispositivi (Wavetable, Echo, Drum Buss e Pedal), un significativo miglioramento del flusso di lavoro con l’introduzione di nuove funzioni come Capture o il Multi-clip editing, unite a una più profonda integrazione con Max 4 Live, fornito ora in bundle con Ableton nella versione Suite, hanno reso questo programma, che già rappresentava un riferimento per la produzione di musica elettronica, ancora più completo e funzionale.

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