Il trucco dei progetti retrospettivi

Scritto da , 19 agosto 2018
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Tecnicamente si chiamano progetti retrospettivi. Ovvero opere già realizzate che, grazie a un sistema di certificazione, vengono ammesse ex post a finanziamento e beneficiano così di fondi europei. Questa premessa per illustrare l’operazione che la Regione Campania e in Comune di Salerno hanno messo in piedi in questi giorni. Con il decreto dirigenziale numero 85, a firma del funzionario Giulio Mastracchio, Palazzo Santa Lucia ha assegnato un finanziamento da 22 milioni di euro all’amministrazione del sindaco Vincenzo Napoli. Il 30% della somma, 6.620.795 euro, viene immediatamente trasferito mentre la restante parte, 15.448.523 euro, viene fin da ora impegnata sul bilancio 2019 della Regione. E, presumibilmente, sarà sul conto corrente di Palazzo di Città entro i primi mesi del nuovo anno. Soldi, quelli in arrivo da Napoli, che danno respiro alle casse dell’amministrazione salernitana e che, stando a quanto si legge nel documento dell’ente regionale, dovrebbero essere utilizzati per le opere inerenti il progetto Piu Europa. Attenzione a cosa dice la delibera di giunta regionale numero 626 del 9 ottobre 2017. “La giunta regionale ha stabilito tra l’altro che per gli OI (organismi intermedi, nda) Città Medie le somme non ancora programmate sugli interventi finanziati con risorse rinvenienti dalla certificazione dei cd. progetti retrospettivi, accertate in sede di rendicontazione con atto amministrativo, restino nella disponibilità degli stessi OI che potranno utilizzarle per attività riferite alla valorizzazione delle strategie di sviluppo urbano delle città previa comunicazione alla Regione Campania e senza ulteriori condivisioni in Cabina di Regia”. Un ottimo escamotage per saltare il complesso sistema delle rendicontazioni. La comunicazione di cui sopra arriva alla Regione, dal Comune di Salerno, il 30 luglio scorso (numero di protocollo regionale 0139439). Lo stesso giorno (protocollo 0496125) il dirigente incaricato concede il nulla osta all’utilizzo delle somme richieste. E’ sempre del 30 luglio, un giorno evidentemente fortunato per il Comune di Salerno, la nota 0496171 con cui il dirigente responsabile dell’Obiettivo operativo 6.1. del Por Campania Fesr 2007/2013 assegna il parere di regolarità alla documentazione trasmessa da Salerno e dà il via libera all’iter di liquidazione delle somme. Occhio, però, perché quello sui cui si muovono Regione e Comune è un terreno scivoloso. Il dpr numero 22 del 5 febbraio 2018 stabilisce infatti che non sono ammissibili le spese sostenute per operazioni portate materialmente a termine o completamente realizzate prima della presentazione della domanda di finanziamento. Proprio i progetti retrospettivi.

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