Il torrente Fusandola deviato per realizzare l’opera privata

Scritto da , 12 settembre 2017

Andrea Pellegrino

Nei giorni della drammatica alluvione di Livorno e dell’allarme dei geologi sui corsi d’acqua tombinati, il Fusandola non poteva non essere uno dei protagonisti dell’udienza di ieri mattina del processo Crescent. La deviazione del torrente (che provocò morte e distruzione nel 1954), dovrebbe essere oggetto di una ulteriore attività d’indagine in corso da parte della Procura della Repubblica. Tant’è che ieri i consulenti della Procura – nominati nell’ambito del processo Crescent – hanno confermato solo gli elementi oggettivi riguardo alla deviazione del torrente. Incalzato dall’avvocato Oreste Agosto del comitato No Crescent, l’architetto Luigi Boeri ha confermato l’andamento originario rettilineo del torrente e la successiva deviazione necessaria per realizzare il Crescent e la piazza della Libertà. A quanto pare, il loro compito, così come richiesto dagli stessi pm, si sarebbe limitato ad una valutazione della carte, ossia delle autorizzazioni e dei pareri positivi,compreso – e soprattutto – quello dell’Autorità di Bacino. Boeri, inoltre, ha confermato il vincolo che insiste sul torrente ma di non aver seguito l’eventuale procedura amministrativa. Più dettagliato, in- vece, il consulente rispetto alla realizzazione della mezza luna di Bofill. L’architetto, infatti, ha evidenziato l’assenza di autorizzazioni paesaggistiche a supporto dei permessi di costruire rilasciati alla Crescent srl. Quanto al silenzio assenso decretato dall’allora soprintendente Zampino sull’intero comparto di Santa Teresa, il consulente della Procura ha espresso seri dubbi sulla procedura adottata e sulla necessità di acquisire un parere d’intesa con gli organi soprintendizi superiori. Ancora, ha ribadito quanto denunciato da anni dai tecnici delle associazioni ambientaliste, ossia l’edificazione senza titolo avvenuta anche su un tratto di mare. E gli stessi tecnici di Italia Nostra e No Crescent (l’architetto Enzo Strianese ed il geologo Alberto Alfinito) potrebbero essere ascoltati durante le prossime udienze. I pm, invece, hanno chiamato a testimoniare il governatore Vincenzo De Luca (al- l’epoca dei fatti sindaco di Salerno), l’ex assessore (oggi consigliere regionale) Franco Picarone, la dirigente De Roberto e l’ex soprintendente Affanni. Il legale di Zampino ha chiesto, infine, che il suo assistito venga ascoltato dal collegio giudicante. Calendarizzate le prossime udienze: si torna in aula il 25 ottobre, poi a seguire il 10 ed il 27 novembre ed il 6 dicembre.

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