Il Tar dà ragione alla Perongini e salva il concorso dei vigili urbani

Scritto da , 11 febbraio 2013
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Concorso dei vigili urbani a Pagani, il Tar dà ragione ad Ivana Perongini. Il Tribunale amministrativo di Salerno ha respinto il ricorso proposto da uno degli esclusi che si era classificato al quindicesimo posto in graduatoria. Ma con sentenza numero 251 del 2013 il giudici amministrativi hanno confermato la correttezza della procedura concorsuale indicata dalla presidente della commissione giudicatrice, l’allora segreteria comunale di Palazzo San Carlo, Ivana Perongini. 
In pratica, il ricorrente aveva contestato l’esclusione della clausola relativa alla valutazione dei titoli avvenuta a concorso in atto su proposta della stessa Perogini. Clausola, prevista nel bando redatto dalla dirigente del settore affari generali Leolinda Bonaduce che sostanzialmente stabiliva di assegnare un punteggio pieno al servizio prestato presso il Comune di Pagani mentre un valore dimezzato a chi aveva svolto lo stesso incarico presso un altro Ente. 
Un rettifica «condivisa nel merito» dal Tar di Salerno anche alla luce di una precedente sentenza che aveva annullato la norma contenuta in un bando pubblico che attribuiva un diversa valutazione a seconda che il servizio fosse stato prestato presso l’amministrazione selezionate o altrove. 
I fatti risalgono al 2010. L’allora commissione, presieduta dalla dottoressa Ivana Perogini e composta dal dottore Salvatore Grillo (capo gabinetto della Prefettura di Salerno) e dal dottor Giovanni Vitolo (comandante dei vili urbani di Nocera Superiore), a concorso in corso, sollevò l’illegittimità della clausola, che non senza uno scambio di vedute con la dirigente affari generali Bonaduce, fu condivisa dalla giunta (all’epoca guidata dal sindaco facente funzioni Salvatore Bottone) che ne approvò la modifica. 
L’allora esecutivo (alla presenza di Salvatore Bottone, Enrico Cascone, Gerardo Cascone, Raffaele De Prisco, Luigi Lamberti, Fabio Petrelli, Aniello Sicignano, Pasquale Sorrentino, Raffaelina Stoia e Salvatore Visconti), nonostante il parere negativo della dottoressa Bonaduce, eliminò la disparità di trattamento e attribuendo uguale punteggio al servizio prestato presso qualunque amministrazione. 
La nuova graduatoria venne così redatta secondo la nuova disposizione, nonostante le successive perplessità mosse dalla Bonaduce certa della legittimità del suo operato. 
Ma ora il Tar avrebbe messo la parola fine, pronunciandosi sull’atto impugnato da uno dei concorrenti. Concorso, dunque salvo, con la soddisfazione non solo della dottoressa Perongini ma anche dei vincitori, intervenuti nel ricorso (assistiti dall’avvocato Anna Maria Buonaiuto) preoccupati di perdere il proprio posto di lavoro.

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