Il Tar boccia il Casino Sociale, si va verso la chiusura

Il Casino Sociale potrebbe cessare di esistere. La prima sezione del Tar di Salerno con sentenza n.1765, depositata lo scorso 1 ottobre, ha infatti dichiarato nullo il ricorso presentato dal circolo avverso il Comune di Salerno.
La storia è ben nota, il circolo aveva impugnato il provvedimento con cui l’amministrazione comunale di Salerno gli aveva ingiunto lo sfratto immediato dei locali, siti all’interno del teatro Giuseppe Verdi, atto nato dal fatto che il circolo da ben dieci anni non pagava l’affitto al Comune, proprietario della sede.
Per il collegio del Tar, composto dai magistrati Antonio Onorato (presidente), Francesco Mele (consigliere) e Giovanni Grasso (consigliere), il Comune aveva, quindi, tutto il diritto di notificare quel provvedimento.
Adesso la situazione si fa difficile. C’è in gioco la stessa esistenza del Casino Sociale. Il nuovo presidente Antonio D’Aragona, eletto lo scorso luglio, ha intenzione di convocare per domenica l’assemblea dei soci per decidere sul da farsi. Infatti, bisogna valutare per prima cosa l’opportunità di un ricorso ed eventualmente provare a parlare con il sindaco De Luca per capire se sia disposto a tornare indietro sui suoi passi e lasciare il circolo nella sua sede storica.
Una possibilità difficile; sembra infatti che il sindaco abbia già avuto contatti con l’azienda vinicola “Feudi di San Gregorio” per far sorgere in quegli stessi locali un’enoteca e un ristorante che possa servire anche il Teatro Verdi dove al momento c’è soltanto il bar della bouvette. Di conseguenza avrebbe già pronto un nuovo affittuario sicuramente più remunerativo del circolo che, comunque, in questo periodo continua a registrare problemi di liquidità.
Insomma, dopo 161 anni sembra davvero che Salerno debba rinunciare al Casino Sociale. Sarà forse un segno dei tempi, ma resta la nostalgia per un altro pezzo della Salerno storica che rischia di scomparire.