Il sindaco Gentile: “Non riesco a vedere all’interno della statua un inno al sessismo”

 

“Non riesco a vedere all’interno della statua un inno al sessismo. E’ una polemica che, per alcuni versi, nasce anche a fini politici, credo”. A sostenerlo è il sindaco di Sapri, Antonio Gentile all’indomani delle polemiche sorte dopo l’inaugurazione della scultura della Spigolatrice di Sapri. Scultura che nel paese cilentano doveva celebrare la lavoratrice dei campi protagonista della poesia che celebra l’impresa Michele Pisacane, viene bollata da molti come un simbolo sessista. “E’ una statua molto bella, ben posizionata, che rappresenta un istante della poesia di Luigi Mercantini, con la spigolatrice che volge lo sguardo verso il luogo dello sbarco e il vento che le muove le vesti. – precisa il primo cittadino – Non era un nudo. Oggi nel 2021 non possiamo continuare a far passare il messaggio che il sessismo è l’oggetto che stiamo guardando e non negli occhi del sessista. E’ lo sguardo di chi vede la cosa l’inno al sesso, non di certo l’oggetto a provocare il sessismo”. L’opera, realizzata dall’artista cilentano Emanuele Stifano, e’ stata presentata al pubblico sabato pomeriggio nel corso di una cerimonia alla quale ha partecipato anche il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte. L’ex senatrice Manuela Repetti, in un post Facebook corredato da foto della statua, l’ha subito attaccata: “Siamo nel 2021. Vi pare normale raffigurarla cosi’? E il maschilismo sarebbe superato?”. “Tengo a precisare che il nostro piano di zona, di cui Sapri è da sempre capofila, è attentissimo nel contrasto alle violenze di genere. Facciamo centinaia di attività, abbiamo centri antiviolenza – si difende il sindaco – è intollerabile che ancora ci sia chi ancora si firma come ex rappresentante delle istituzioni che vada a insinuare che su un territorio come questo, anche perchè non conosce assolutamente la nostra realtà, va a immaginare un percorso di sessismo”. Ma Repetti in un articolo pubblicato a sua firma sul blog dell’Huffington Post, aggiunge di essere “inorridita da quella statua e dalla sua inaugurazione, suggerirei di abbatterla”. La senatrice Monica Cirinnà, su Twitter, scrive: “A Sapri uno schiaffo alla storia e alle donne che ancora sono solo corpi sessualizzati. Questa statua della Spigolatrice nulla dice dell’autodeterminazione di colei che scelse di non andare a lavoro per schierarsi contro l’oppressore borbonico. Sia rimossa!”. Presa di posizione anche della Conferenza donne democratiche della Toscana che fa sapere di aver firmato “un appello lanciato dalla Conferenza donne democratiche di Palermo per la rimozione della statua che vuole ricordare e celebrare la figura della Spigolatrice di Sapri” L’autore dell’opera, Stifano, utilizzando anche lui Fb, si dice “allibito e sconfortato da quanto sto leggendo. Mi sono state rivolte accuse di ogni genere che nulla hanno a che vedere con la mia persona e la mia storia. Quando realizzo una scultura tendo sempre a coprire il meno possibile il corpo umano, a prescindere dal sesso – spiega – nel caso della Spigolatrice, poichè andava posizionata sul lungomare, ho “approfittato” della brezza marina che la investe per dare movimento alla lunga gonna, e mettere così in evidenza il corpo. Questo per sottolineare una anatomia che non doveva essere un’istantanea fedele di una contadina dell’800, bensì rappresentare un ideale di donna, evocarne la fierezza, il risveglio di una coscienza, il tutto in un attimo di grande pathos. Aggiungo che il bozzetto preparatorio è stato visionato e approvato dalla committenza. A chi non mi conosce personalmente dico che metto in discussione continuamente il mio operato, lavorando con umiltà e provando sempre a migliorarmi, lungi da me accostarmi ai grandi Maestri del passato che rappresentano un faro che mi guida e mi ispira”, conclude. Il senatore del M5s, Franco Castiello, presidente della fondazione Grande Lucania, coinvolta nella cerimonia di sabato, affida anche lui a Facebook la propria risposta a Repetti: “Alla ex senatrice, che appartiene ad un’area territoriale a molte centinaia di km al di sopra del parallelo di Sapri, sfugge quali siano le fattezze fisiche delle donne meridionali. Così come certamente sfugge la data dello sbarco di Pisacane. Del resto a distanza di 164 anni dall’evento la memoria si indebolisce ed e’ facile scambiare il 28 giugno, data dell’approdo a Sapri, con il 28 gennaio, in pieno inverno, quando si rendeva necessario un pesante cappotto per difendersi dalle avversità atmosferiche. Lo sbarco avvenne a fine giugno in una rovente estate del sud Italia, quando chi nel duro lavoro della raccolta del grano non poteva certo indossare un pastrano con imbottitura”. “La statua appena inaugurata a #Sapri e dedicata alla #Spigolatrice è un’offesa alle donne e alla storia che dovrebbe celebrare. Ma come possono perfino le istituzioni accettare la rappresentazione della donna come corpo sessualizzato? Il maschilismo è uno dei mali dell’Italia”. Si legge in un post sulla pagina Fb dell’ex presidente della Camera ed esponente del Pd, Laura Boldrini