Il silenzioso crac del Parco Scientifico e Tecnologico di Salerno: proposte inascoltate

Scritto da , 21 Gennaio 2016
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L’atto finale di una lenta agonia l’ha pronunciato il giudice del Tribunale Fallimentare Maria Elena Del Forno: il Parco Scientifico e Tecnologico di Salerno è fallito. Vani sono stati i tentati da parte di chi in questi anni ha cercato di salvare il salvabile.  E’ il caso di Francesca D’Elia della Fiom Cgil che, dal momento in cui la società è stata messa in liquidazione,  ha tentato di salvare sia le risorse umane che i progetti che erano stati messi in cantiere. “Avevamo presentato una serie di opzioni per evitare che il Parco scomparisse sottolineando che c’era portafoglio progetti di assoluto rilievo e meritevole di tutela. Invece si è proceduti con la liquidazione ed il licenziamento di 19 dipendenti. A nulla sono serviti gli incontri in Regione. Avevamo ragionato anche su un discorso di mobilità ma alla fine  il risultato è stato solo quello al quale si è arrivato oggi con la sentenza di fallimento. Un peccato anche perché non cerano solo debiti a bilancio”. Serena Iuliani è stata nominata dal giudice delegato Maria Elena Del Forno curatore fallimentare. Nei prossimi giorni sarà stabilita la data per la verifica dello stato passivo dopo aver stabilito i termini entro i quali i soggetti aventi titolo potranno depositare la domanda di insinuazione. Parco promuoveva la creazione di Reti stabili di cooperazione, tra le imprese e con la ricerca, per la diffusione dell’innovazione sui temi: Agroalimentare e Nutraceutica, Plastiche e Materiali Innovativi,  Ict per lo Sviluppo Sostenibile. Opera con attività di promozione, assistenza e formazione per l’avvio di nuove iniziative imprenditoriali e con attività di incubazione. Su Avellino, Benevento e Salerno, è punto di accesso ai servizi specialistici dello Sportello Regionale Ricerca e Innovazione Campania In.Hub, coordinato da Campania Innovazione SpA. Gestisce, a Benevento, un Incubatore di Imprese ICT e dal 2009 è Centro Europe Direct. L’azienda offriva al mercato locale (sistema delle imprese, EE.LL., agenzie di sviluppo territoriale) competenze qualificate in project management, in particolare nei settori delle IT&C, dell’Agroalimentare, dell’Ambiente e Territorio, dell’Edilizia Innovativa e dei Beni culturali. Ogni progetto di trasferimento e di innovazione tecnologica comporta poi l’implementazione di attività formative di accompagnamento, che con il tempo hanno determinato nel Parco la sedimentazione di una specifica area di competenza in Formazione e politiche di sviluppo.Il Parco fu fondato nel 1992 e tra gli obiettivi aveva quello di favorire una cultura dell’innovazione. In passato, tra gli altri, è stato vice presidente del Parco anche Luigi Gravagnuolo, ex sindaco di Cava de’ Tirreni. Ieri il giudice ha posto la parola fine sull’ambizioso progetto.

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