Il silenzio assordante dell’ultimo saluto “Perchè proprio a lei?”

Scritto da , 30 Dicembre 2019
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di Andrea Bignardi

In una chiesa di Santa Margherita gremita Salerno ha dato il suo addio alla nostra collega Marta Naddei. Lo strazio di familiari, parenti, amici, colleghi, fedeli e semplici cittadini ha dominato l’intero corso della cerimonia funebre: ora dopo ora nessuno ancora riesce a darsi una spiegazione della tragica fatalità che ha spezzato prematuramente la sua vita. Il cordoglio per la scomparsa dei Marta ha unito tutti i presenti: un silenzio assordante ha dominato l’intero corso del rito funebre, spezzato dalle lacrime di quanti hanno avuto l’onore di conoscerla nel suo breve e intenso percorso terreno. Una cerimonia sobria, proprio come voluto dai familiari ancora increduli. Rotta dalla commozione anche la voce di Don Sabato Naddeo, parroco della chiesa del quartiere di Pastena che ha provato a dare un barlume di speranza in un momento così tetro per la vita della comunità salernitana, che ha voluto essere presente massicciamente. Tanti, infatti, sono stati i presenti tra i rappresentanti delle istituzioni: hanno portato il loro omaggio a Marta il deputato Gigi Casciello, il sindaco Vincenzo Napoli, l’assessore alla cultura Antonia Willburger, i consiglieri comunali Paky Memoli, Veronica Mondany, Roberto Celano, Leonardo Gallo, Giuseppe Zitarosa, Dante Santoro, Alessandro Ferrara. Tra gli altri, erano presenti Gaetano Amatruda e l’ex sindaco Aniello Salzano. Oltre a raccontare quotidianamente le vicissitudini politiche della città e a denunciarne le storture con grande passione per la notizia, come ricordato dal presidente dell’ordine dei giornalisti della Campania Ottavio Lucarelli, altra grande passione di Marta era quella per il calcio. La sua penna era versatile a differenza di tante, ed era capace di passare con dimestichezza dall’inchiesta di cronaca al racconto delle piacevoli esperienze dell’Alma Salerno, che milita in serie B nella categoria del calcio a cinque. In lacrime, proprio di fianco ai familiari straziati, c’erano i giocatori della squadra presieduta da Marco Bianchini, ed in rappresentanza della Salernitana il collega Emanuele Pellegrino. E poi, la Corea, il suo grande amore che l’accompagnava quotidianamente nelle sue giornate vissute alla ricerca spasmodica della notizia. Ogni giorno in sella al suo scooter, la sua bella e maledetta estensione vitale sulla quale ha perso la vita così repentinamente, così tragicamente, gettando tutti nello sconforto che può trovare conforto solo – per chi crede – nella fede in un Dio che a volte sembra così distante, lasciando a tutti una domanda senza risposta, ricordata dal nostro direttore Tommaso D’Angelo al termine del rito funebre: “Perchè proprio a Marta?

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