Il saluto del generale Adinolfi «Soddisfatto di quanto fatto»

Scritto da , 5 dicembre 2013

Dopo tre anni di servizio il generale Carmine Adinolfi lascia il comando della legione carabinieri Campania con un saluto, avvenuto ieri mattina presso il comando provinciali dei carabinieri. «Per me è stato un periodo intenso e significativo anche per l’affettuosa collaborazione con la famiglia dell’Arma, per il sacrificio dei militari, della loro generosità per dare delle certezze ai cittadini, anche oggi non posso non ricordare il nostro militare Tiziano Della Ratta morto a Maddaloni. Un ottima sinergia con enti istituzionali e un bellissimo rapporto con altri funzionari dell’arma», sostiene Adinolfi. Inoltre il generale ha volutoringraziare i magistrati, i prefetti per la splendida collaborazione. L’ufficiale non ha nessun rimpianto per il ruolo che ha svolto. «Sono molto gratificato – racconta – essendo campano e ho lavorato in una intesa perfetta, fatto per la nostra terra, per i nostri cittadini». Adinolfi, quando parla della nostra terra parla della sicurezza, dell’ambiente di tutto ciò che abbiamo. Per risolvere i problemi del territorio non bisogna solo contrastare, ma si deve lavorare insieme, creare quella prevenzione che nasce dalla nostra terra. I problemi non vengono fuori dal niente, sono frutti di scelte sbagliate, quindi bisogna iniziare a riflettere iniziando da noi, dalle famiglie, dai servizi sociali. I carabinieri in tre anni hanno arrestato 30000 persone e hanno catturato oltre cento latitanti. Il generale ha concluso dicendo che il loro compito è anche quello di non far smarrire i giovani ragazzi con precedenti, e bisogna aprire nuovi orientamenti di lavoro. Durante il saluto sono stati premiati alcuni carabinieri: Gianluca Giglio, Gianluca Pinto, Luigi De Rosa, Francesco Vivone, Lucio Orazio Ria, Domenico De Simone, Luigi Del Sorbo, Ferdinando Robustelli, Alfonso Calabrese, Andrea Arcangeli, Paolo Maiullari, Vincenzo Caiazzo, Massimo Santaniello, Carmine Montone e per concludere il carabiniere Angelo Arienzo. Mattea Ragone

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