Il Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio incontra Monsignor Bellandi

Scritto da , 22 Giugno 2021
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Venerdì scorso la Delegazione di Napoli e Campania del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio ha compiuto un pellegrinaggio presso la tomba di San Matteo Apostolo, custodita nella storica Cripta del Duomo di Salerno. L’Ordine Costantiniano mancava da questa città da numerosi decenni e l’evento ha avuto carattere di speciale solennità. In questa occasione è stata celebrata una messa presieduta dall’Arcivescovo metropolita di Salerno-Campagna-Acerno, Mons. Andrea Bellandi, Primate dell’antico Principato, della Lucania e del Bruzio. L’Arcivescovo Bellandi, nella sua omelia, partendo dalla “Chiamata di San Matteo”, si è soffermato sulla Misericordia che il Signore ha sempre praticato e predicato, come ci viene descritto in vari episodi del Vangelo, e quindi della Sua vita pubblica, soprattutto nei confronti di chi perde la Fede o fatica a ottenerla. Il Presule ha inoltre posto in evidenza il carattere altamente necessario che le istituzioni laiche fondate sulla Fede, rivestono concorrendo alla vita e all’opera della Chiesa Universale; in particolare gli Ordini Cavallereschi che si rifanno ad antiche tradizioni mai interrotte. Nello specifico, Mons. Bellandi ha sottolineato l’operato del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, apprezzandone l’impegno e auspicandone la sempre più disponibile opera, soprattutto in chiave benefica. Il pellegrinaggio si è concluso con un atto particolarmente solenne e toccante, che ripercorre usanze di Fede remotissime: l’offerta di tre omaggi floreali, costituiti ciascuno di un cuscino fiorito di colore bleu de roi con al centro disposti tre gigli giallo-or, a voler richiamare l’antica arma della borbonica gens quale dinastia che da sempre ha legato la propria vita alla Fede nella Chiesa di Roma e nei Suoi Santi e Martiri. Nello specifico le deposizioni sono avvenute sulla tomba di San Matteo, su quelle dei Santi Martiri Salernitani e sulla tomba di San Gregorio VII Papa, il cui sepolcro è nell’aula liturgica della Cattedrale. Nonostante lo stretto rigore delle norme anti-Covid19 la partecipazione dei Cavalieri e di pubblico è stata ragguardevole, e si annotano tra i presenti il Delegato Manuel de Goyzueta dei Marchesi di Toverena, il Segretario Generale l’Ing. Gionata Barbieri, Giancarlo de Goyzueta dei Marchesi di Toverena, il Principe di Melissano Don Landolfo Ambrogio Caracciolo, Don Luigi Catemario Tittoni dei Duchi di Quadri, l’Ing. Patrizio Giangreco, Fra Sergio Galdi d’Aragona, Don Gerardo Mariano Rocco dei Principi di Torrepadula, il Conte Giuseppe Raimondo Majo-Orsini, il Prof. Alessandro Franchi. All’evento sacro sono giunti i saluti al clero ed agli astanti da parte del Principe Don Pedro di Borbone delle Due Sicilie, Duca di Calabria e Conte di Caserta, Gran Maestro dell’Ordine Costantiniano, e del Duca Don Diego de Vargas Machuca Presidente della Commissione della Lingua d’Italia.

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