Il romanticismo secondo il Quartetto Dorico

Scritto da , 10 giugno 2018
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Oggi, alle ore 20, nella chiesa di Santa Apollonia, penultimo appuntamento della V edizione del Festival di musica da camera promosso dal dipartimento di Musica d’insieme del Conservatorio “G.Martucci” di Salerno

Di OLGA CHIEFFI

Penultimo appuntamento, stasera, alle ore 20, la V edizione del Festival di Musica da Camera Sant’Apollonia. Un evento, nato dalla sinergia del Conservatorio di Musica “G.Martucci” di Salerno, promotore di un progetto del Dipartimento di Musica d’Insieme, presieduto da Francesca Taviani, con la Bottega San Lazzaro di Chiara Natella che nella Chiesa di Santa Apollonia offre di ospitare la rassegna. Due gemme della letteratura cameristica saranno eseguite questa sera dai giovanissimi componenti del Quartetto Dorico, il pianista Aleandro Giuseppe Libano, la violinista Chiara Civale, la violista Francesca Senatore e il violoncellista Emanuele Esposito, consacrati alle armonie respighiane.  Si inizierà con  il Movimento di Quar-tetto con pianoforte in la minore (“Quartettsatz”) costituisce una eccezione nella produzione di Gustav Mahler, che non comprenderà, mai, altri simili lavori cameristici. Si tratta di un lavoro giovanile concepito durante gli studi di composizione e tuttavia già maturo nell’impianto che segue lo schema della forma-sonata con una resa pianistica debitrice dei supremi modelli di Schubert, Beethoven, Schumann, Brahms. Non a caso è proprio quest’ultimo grande compositore, amatissimo da Mahler, a informare di sé gran parte dell’ordito strumentale con un improvviso cambio di tempo che sarà un tratto distintivo della sua maniera “adulta”.  La raffinata elaborazione tematica dello sviluppo rivela una notevole disinvoltura e inventiva e uno stile già originale. Nella ripresa, riproponendo il cambiamento di tempo, Mahler introduce un’ inaspettata escursione armonica nella tonalità di fa diesis minore, per poi giungere ad una melanconica conclusione, preceduta da una sorta di breve cadenza per violino, che introduce un clima espressivo introverso, da décadence mitteleuropea che, crediamo, anticipi il clima espressivo della primigenia produzione cameristica di Arnold di Schönberg, il capostipite della Neue Musik del ‘900, infatti, il suo rivoluzionario Trattato di armonia venne dedicato proprio a Gustav Mahler. La seconda parte della serata verrà interamente dedicata all’esecuzione del Quartetto n°1 Johannes Brahms op.25 in Sol Minore, composto in un lasso di tempo molto lungo dal 1860 al 1861. Il quartetto si presenta con un Allegro di forma insolita: il primo tema, espressivo e misterioso, costituito di due idee ben distinte, appare al pianoforte, al quale si aggiungono in ordine successivo dal grave all’acuto gli altri tre strumenti, ed è immediatamente riproposto con sonorità piena ed energica; seguono il secondo tema, di intensa contabilità, affidato inizialmente al violoncello, ed il terzo più vigoroso e marcato. Il materiale tematico subisce, poi, una complessa elaborazione e, dopo la riesposizione, il movimento chiude con un’ampia coda basata sul primo tema. Il secondo movimento è un Intermezzo (Allegro ma non troppo), sognante e dolcemente malinconico; esso inaugura quella serie di Allegretti-Intermezzi che, soprattutto nella produzione sinfonica, sostituiranno nell’opera brahmsiana lo scherzo; vivace ed irrequieto è invece il Trio. L’Andante con moto, tripartito, alterna il carattere cantabile delle due sezioni estreme con quello eroico e marziale della sezione centrale. Un ampio Rondò alla zingarese (Presto), dalla scrittura estremamente virtuosistica e dal ritmo incalzante, conclude l’opera nell’imitazione della popolaresca musica zigana. Proprio per questa nuova concezione di tipo sinfonico, questa splendida pagina fu trascritta per orchestra nel 1937 da Arnold Schonberg.

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