Il ritorno di Thierry Verger

Scritto da , 1 marzo 2018
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Da stamane il ballerino francese sarà a Salerno insieme alla sua assistente Kama Giergon, ospite sino al 6 marzo della New Space Dance di Francesco Boccia

Di OLGA CHIEFFI

Ritorna a Salerno Thierry Verger, e lo fa nel suo amato nostro centro storico, ove la reggia di Arechi cercava il mare. Da stasera sino al 6 marzo, infatti, il coreografo e ballerino francese, che ha creato uno stile personale di danza contemporanea che egli definisce ”Modal Underground”, sarà ospite, per una lunga master del New Space Dance di Francesco Boccia. Verger ha una sua scuola con corsi regolari dai principianti all’avanzato ma è reperibile in ogni parte del mondo per chiunque sia interessato al suo stile, affiancato dalla sua immancabile assistente, Kama Giergon, di Varsavia. Sulle basi di una tecnica di danza esigente che onora i maestri della danza del passato e del presente e che riceve un grande input anche dalle arti marziali, egli mostra un repertorio di passi e movimenti, legandoli tra loro, dando loro colore, odore, forma e li contestualizza con il momento rendendolo “vivo”. Il suo lavoro è realizzato in sinergia con i ballerini a seconda delle loro capacità fisiche e psicologiche e il loro modo di esprimersi. “Modal è una corda strettamente tesa tra la fantasia medievale e la realtà moderna. Esso amalgama gli opposti: le linee classiche e le curve barocche, la staticità del suolo e il potere dei salti, le cavalcate selvagge e le serenate cortesi. È l’incontro tra gli ideali e le mode, tra l’uomo e il guerriero”. Per Thierry Verger ogni giorno è scritta una nuova pagina. Così come per l’uomo l’esistenza stessa è un paradosso, un equilibrio di opposti, diversità e sfumature, così “Modal diventa una corda strettamente tesa tra la fantasia medievale e la realtà moderna. Esso amalgama gli opposti: le linee classiche e le curve barocche, la staticità del suolo e il potere dei salti, le cavalcate selvagge e le serenate cortesi. È l’incontro tra gli ideali e le mode, tra l’uomo e il guerriero”. Per Thierry Verger ogni giorno è una nuova pagina da scrivere. Così come per l’uomo l’esistenza stessa è un paradosso, un equilibrio di opposti, diversità e sfumature, “Modal” non può essere soltanto definito uno stile di danza contemporanea o un “training” quotidiano per il corpo: deve essere vissuto. È puro spazio vitale. Ricordiamo Verger sui merli del castello d’arechi, con la sua gestualità che affida alla ballerina la voce malinconica e a lui stessa quella tenebrosa. Le tematiche invece rimangono saldamente quelle ch caratterizzano le più prorompenti coreografie fantasie blasfeme, qualche deriva un po’ in chiave erotica, poesia coreografica estremamente sofisticata, con eccezionale mordente, in cui per l’uomo moderno la fine delle certezze ha creato certo scompiglio ma, determinando ciò che oggi è l’evidenza: un movimento , un genere di valore, che suscita tanta “maraviglia”.

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