Il ritorno di Lina Wertmuller e Gigi Proietti

Scritto da , 12 marzo 2016
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Arrivano i finanziamenti al teatro Verdi da ministero e regione e il cartellone si impreziosisce con sei titoli su cui campeggiano i nomi dei due famosi registi, del coreografo Daniel Ezralow e degli interpreti Violeta Urmana, Ambrogio Maestri, Anna Pirozzi e Svetla Vassileva

 

Di Olga Chieffi

Conferenza stampa fiume, ieri mattina, a Palazzo di Città, per l’illustrazione del cartellone della stagione lirico-sinfonica del teatro Verdi, con “Dominus” Daniel Oren, affiancato dal Sindaco ff. Vincenzo Napoli, dall’assessore alla cultura Ermanno Guerra. Giunti i finanziamenti dalla regione Campania per tre milioni di euro e dal ministero, per il massimo teatro di tradizione, forse capofila, per quantità di titoli e qualità, la direzione artistica è riuscita ad allestire un cartellone lirico di buona qualità, spese previste tre milioni e ottocentocinquantamila euro, con il ritorno in città di due amati registi, Lina Wertmuller e Gigi Proietti. La stagione verrà inaugurata il 10 aprile con “La forza del destino” di Giuseppe Verdi, opera mai rappresentata a Salerno. Tra i titoli che contano del teatro verdiano questo è certamente il più criptico e controverso, arduo rinvenirne la cifra di identità e mai unanime il giudizio sulle sue parti dette esornative e dispersive. E’ certamente un condensato di musica superba, un’opera-affresco ove l’affresco si assume il compito di fungere da entità strutturale. Sarà Daniel Oren a salire sul podio e dirigere un cast che vedrà Anna Pirozzi, dare voce ad Leonora, il marchese di Calatrava impersonato da Nicolas Testè, Don Carlo di Vargas affidato a Simone Piazzola, Don Alvaro con gli occhi a mandorla di Rudy Park e Preziosilla interpretata da Ekaterina Semenchiuk, per la regia del figlio d’arte Pier Francesco Maestrini. Cambio di bacchetta per Cavalleria Rusticana e Pagliacci, in scena il 29 aprile. Sarà il cornista cilentano Carmine Pinto a salire sul podio per dirigere il più celebre binomio dell’estetica naturalistica, la Cavalleria Rusticana di Pietro Mascagni e I Pagliacci di Ruggero Leoncavallo, titoli popolari e amati, opere di frattura tra il “rilassamento” della grande opera romantica e l’urgenza presentita di un novello corso, opere che hanno aperto il cosiddetto “decennio” dei manifesti, ma che tuttavia sembrano avvalersi di esterni corredi, piuttosto che di ragioni morali profonde. Cast stellare dominato dalla Santuzza interpretata da Violeta Urmana, con al suo fianco Angelo Dario Di Vietri e il ritorno di Piero Giuliacci, già applaudito qui a Salerno nei panni di Canio, in coppia con un debuttante giovane soprano nei panni di Nedda, Valeria Sepe, il tutto diretto registicamente da Riccardo Canessa.  Ritorna Giacomo Puccini il 22 maggio con Madame Butterfly, quel ponte tra Oriente ed Occidente, volutamente esotica, una tragedia, consumata ai danni di un’ingenua giapponesina, perfida, sadica, una violenza carnale con la tecnica della civiltà, dove la barbarie non è riconoscibile facilmente, perché rovesciata nei suoi termini, che si regge sull’inganno, e che mette in rapporto strettissimo la musica occidentale del tardo Ottocento (brani d’uso e dotti, dall’inno degli Stati Uniti al Tristano di Wagner, al ben noto Massenet, a reminiscenze di Bohème e Tosca), con richiami alla tradizione giapponese, gremita di scale pentatoniche. Podio diviso tra Daniel Oren e Carmine Pinto con regia affidata a Renzo Giacchieri. Nel ruolo del titolo Xu Wei Sun per la prima e Mina Yamazaki per le repliche con al loro fianco Vincenzo Costanzo nei panni di Pinkerton e Natasha Verniol in quelli di Suzuki.  La ripresa autunnale, sarà nel segno del Verdi risorgimentale. Dal primo al 6 novembre sarà di scena Nabucco l’opera del “Va’, pensiero, sull’ ali dorate; va’, ti posa sui clivi, sui colli, ove olezzano tepide e molli l’aure dolci del suolo natal!”, il più famoso coro del melodramma italiano, col suo salto musicale di ottava su “ali”, come a spiccare idealmente il volo verso una libertà agognata, un diritto umano (“chi è libero di pensiero è già libero nello spirito” diceva un noto rivoluzionario). Una bacchetta greca, Myron Michailidis e il regista Giandomenico Vaccari, direttore artistico qui a Salerno, prima dell’avvento di Oren saranno alla guida di un cast che vedrà Jonut Pascu nelle vesti di Nabucco, Vincenzo Costanzo in quelle di Ismaele, Giorgio Giuseppini, dar voce a Zaccaria e Anna Pirozzi ad offrire corpo e anima alla difficile tessitura di Abigaille. E’ questo l’anno celebrativo dei quattrocento anni dalla morte di William Shakespeare e qui a Salerno andrà in scena il Macbeth di Verdi. A firmarne la regia sarà Lina Wertmuller, della quale ricordiamo nel 2003 la sua collaborazione con il Conservatorio di Musica “G.Martucci” e l’Accademia di Belle Arti di Napoli  per la rappresentazione de’ “L’Avventura spericolata di Don Quijote”,  con musiche di Antonio Sinagra, e “O teatrino ‘e masto Peppe”, tratto da “El Retablo de Maese Pedro”, opera del grande compositore spagnolo Manuel de Falla. Lina Wertmuller sarà supportata per le coreografie da Daniel Ezralow, il fondatore dei Momix, mentre in palcoscenico canteranno George Petean nel ruolo di Macbeth in coppia con la sua lady Susanna Branchini, con il podio ancora diviso tra Oren e Carmine Pinto. La stagione si concluderà il 23 dicembre con Tosca, che può essere definita l’opera culminante di Puccini nel senso dell’avanzamento del linguaggio. L’orchestra si mette a descrivere come per appunti, abbastanza in fretta, ma con un’ osservazione scrupolosa del vero; nel mezzo di tanto lavorio smette di ciarlare e improvvisamente si gonfia, singhiozza o minaccia, insulta o prega. Lo spettatore, preso di petto, non ha il tempo di riaversi dalla sorpresa, che Puccini implacabile e, inguaribile ruffiano, asciuga il pianto, in poche battute riprende perfino a sorridere, intanto pennella e ritocca. La Roma papalina sarà schizzata da Gigi Proietti, che torna sette anni dopo il suo trionfo in Nabucco. Con lui, un trio di protagonisti d’eccezione con Svetla Vassileva, Gustavo Porta nel ruolo di Mario Cavaradossi e il grande Ambrogio Maestri, in quello di Scarpia, ma solo per la prima, sostituito da Alberto Mastromarino nelle repliche. A dirigere la rinnovata Orchestra Filarmonica Salernitana ancora Daniel Oren, che riserva una replica al suo assistente Carmine Pinto, con il coro confermato a Tiziana Carlini e le voci bianche preparate da Silvana Noschese.

 

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