Il ritorno di Federico Mondelci

Scritto da , 5 novembre 2017

Il sassofonista marchigiano sarà ospite questa sera nella Chiesa della SS. Annunziata, del Progetto Sonora Junior Sax, firmando l’anteprima della seconda edizione della rassegna Concerti in Luci d’Artista ideati da Antonia Willburger

Di OLGA CHIEFFI

Ci eravamo lasciati con il sassofonista Federico Mondelci, nell’aprile di due anni fa, tra gli stucchi e i velluti del teatro Verdi, sul flusso delle note di Ellington, Gershwin, Morricone, Piovani, Iturralde e Piazzolla, per rincontrarlo oggi, nella Chiesa della SS.Annunziata, alle ore 20, ospite, stavolta, del progetto Sonora Junior Sax, un ensemble composto da oltre 80 giovanissimi sassofonisti e un gruppo di tutor, già concertisti, che li guida e si integra con loro in un coinvolgente “solo – tutti”, che spazia dai brani più “classici” al repertorio popular, trattato con ironia e virtuosismo. Un’associazione, questa, aderente al Sistema delle Orchestre e dei Cori Giovanili e Infantili in Italia, che ha formato l’ensemble di sassofonisti in erba, concertato e diretto dal sassofonista Domenico Luciano coadiuvato dai tutor Luigi Cioffi, Angela Colucci, Adolfo Alberto Rocco e Nicola De Giacomo. Per l’evento, che farà da anteprima alla seconda edizione della rassegna “Concerti in Luci d’Artista”, ideata da Antonia Willburger e organizzata dal CTA Salerno, in collaborazione con gli Amici dei Concerti di Villa Guariglia, con il patrocinio del Comune di Salerno, il Sonora Junior Sax ha scelto di iniziare la serata con “Music was my first love” di John Miles, datata 1976. E’ questo un inno alla Musica, paragonato per l’arrangiamento e l’impostazione generale alla Bohemian Rhapsody dei Queen, criticato per la pomposità di scelte armoniche in un’era in cui il punk cominciava a prendere piede. Il brano è una vera e propria Suite: racchiude in sé almeno cinque temi, passando dal rock al pop, il tutto unito da un filo rosso che va ad illustrare l’essenza della parola Music. Non abbandoniamo gli anni ’70 con l’African Symphony di Van McCoy, una pagina che nasce quale brillante arrangiamento per brass, ma che qui sarà affidata alle ance, per evocare quel “Mal d’Africa” che attanaglia un po’ tutti gli artisti che s’immergono nei ritmi, profumi, colori ed emozioni di quella natura selvaggia e incontaminata del continente nero. Ultimo brano d’assieme per la Sonora Junior Sax, la trascrizione di Concerto d’Amore di Jacob De Hann, pagina nata nel 2007, che passa in rassegna tre temi con caratteristiche evocanti la musica barocca, pop e jazz. La maestosa introduzione, dagli accenti barocchi, accompagna ad un passaggio vivo ed energico scritto nello stile della musica pop, seguito dall’adagio che sviluppa un passaggio dalle inflessioni swing. Il brano si conclude con la ripresa del motivo del tempo lento, la cui forma variata offre una conclusione coinvolgente e strappapplausi. Federico Mondelci entrerà in scena col suo sax alto sulle note della “Ballad”, composta da Alfred Reed nel 1958, dedicata al clarinettista e sassofonista Jimmy Abato. Il brano è interamente sviluppato sulla melodia di fresca e chiara intenzione, giocata sul lungo fraseggio del tono chiaro e luminoso del sassofono, con la band che lascia cantare il solista su di un flou di trasparenti armonie, secondo i dettami della scuola francese. Il clou della serata è rappresentato dall’esecuzione di Four pictures from New York per sax solista e band, composte nel 2001 da Roberto Molinelli. Sono quattro immagini della metropoli più famosa e multirazziale del mondo. In “Dreamy dawn” il compositore immagina il sorgere del sole in un’alba radiosa, limpida e serena, sullo sfondo dei grattacieli di Manhattan. “Tango Club” è un brano dedicato ad Astor Piazzolla, newyorkese di adozione, scritto nello stile del tango argentino, il ritmo forse più importante e rappresentativo del secolo appena trascorso, e immaginato in uno dei tanti club della metropoli dove si suona e si balla musica latino-americana. Serata sentimentale e romantica nel terzo quadro, “Sentimental evening”, una jazz ballad sicuramente particolare per la presenza di un trio jazz ad accompagnare il sassofono solista. L’ ultimo movimento, “Broadway night”, rappresenta l’ eccitante vita notturna che anima le scintillanti strade di Manhattan, le giganti e variopinte insegne luminose lampeggianti che rendono Time Square uno spettacolo di luci e di colori, e dove già all’esterno dei famosi Teatri di Broadway si respira atmosfera di Musical. Chiusura brillante con “Saxpack” di Otto M. Schwarz, scritta nel 2009 per il centenario della Polizeimusik Wien. Ecco perché Saxpack presenta una “scena del crimine” completa, di inseguimenti ad alta velocità, attraversando una “Vienna di notte”. Il lavoro è composto in uno stile molto moderno, con tecniche contemporanee, in cui il solista, oltre a cambiare taglio di strumento (dall’alto al soprano), avrà anche molto spazio per l’improvvisazione.

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