Il ritorno del bianco marmo delle statue nel portale della Collegiata di Angri

Scritto da , 11 gennaio 2017

Ieri mattina nella sede della Soprintendenza, a Palazzo Ruggi D’Aragona, Vincenzo Vanacore e Francesca Casule hanno presentato l’importante restituzione al pubblico, che avverrà domani a Castello Doria, alle ore 16,30

Di AMBRA DE CLEMENTE

Dopo settantaquattro anni la Soprintendenza ABAP di Salerno chiude “la pratica “ relativa ai danni bellici apportati alla Collegiata di Angri, recuperando una pagina strappata dall’oblio della memoria della Cultura figurativa del Territorio e della Storia dell’Arte in Campania, da fare rientrare nei libri di Storia e negli Archivi con un ISBN. Grande sinergia per l’intervento di pulitura delle statue di marmo di Angri grazie ad una sinergia con Enti Ecclesiastici e comunali del Territorio. La presentazione del Dott. Vincenzo Vanacore, Ass. Cult. Panacea, di Angri, alla presenza delle Istituzioni competenti: S.E. Mons. Giuseppe Giudice, vescovo della Diocesi di Nocera-Sarno, l’Ing. Cosimo Ferraioli, Sindaco di Angri; l’Architetto Francesca Casule, Soprintendente APAP di Salerno ed Avellino sono il preludio della relazione specialistica del Dott. Antonio Braca, Funzionario storico dell’arte della Soprintendenza ABAP di Salerno. Il Comune sensibile all’Arte del Territorio annuncia, per domani pomeriggio alle ore 16,30, il ritorno delle statue di marmo bianco della Collegiata di Angri. L’eco della memoria risuona tra il frastuono delle guerre mondiali riportandoci in dietro del tempo a quell’8 settembre 1943, all’indomani dell’armistizio con gli angloamericani, tra il 22 ed il 27 del mese settembrino, quando gli Alleati dal Valico di Chiunzi, sui Monti Lattari, puntarono i cannoni sulla Valle del Sarno, asserragliata dalle truppe tedesche che ritornavano dalla guerra. I cannoni uccisero donne, uomini bambini, una strage umana, un lutto per i cuori dei parenti, ma un danno anche alle pietre, che se avessero un anima griderebbero contro lo scempi di anni di storia distrutti dalla guerra. Quelle pietre sono i monumenti danneggiati dal rumore della guerra. Montecassino, una storia millenaria distrutta con i suoi monumenti. I tetti crollati ad Angri, la Collegiata colpita dai bombardamenti nel lontano 1943. Tre statue di marmo bianco caddero a terra, defunte le pietre senza memoria. Un trittico scultoreo scompaginato con la perdita del San Giovanni evangelista. Due statue: la Madonna con bambino e San Giovanni Battista subirono danni gravissimo. L’eco della memoria, il risveglio della memoria collettiva e del ricordo perso sono le macerie è un nostro dovere civico. Una “ Vergine” ed il “ bambino” senza testa, un Precurore senza braccio e naso, la testa annerita dalla cenere nel primicerio. I corpi delle statue relegati nel cortiletto esterno a lato della Collegiata, dove sono rimasti alle intemperie per decenni. In tempi recenti sono stati riparati i danni della Collegiata. Settantaquattro anni di storia cancellano il ricordo del tempo e della guerra ma non l’eco dello scrittore e la sensibilità dell’amministrazione comunale di Angri e della Curia. Le statue del portale non sono state ancora restaurate. Il problema delle Soprintendenze è avere funzionali competenti ma poche risorse economiche. Il problema del found-raising spesso delegato nel Territorio salernitano secondo la mia esperienza a Fondazioni Private o Associazioni d’elite come il Rotary, la Fondazione della Comunità Salernitana Onlus, il Fondo Nazionale Italiano, Il National Trust, implica l’ingresso di fondi privati per la gestione del patrimonio artistico. La sensibilità dell’associazione Panacesa, grazie alla sinergia citata con le Istituzioni religiose, l’Amministrazione comunale, la Soprintendenza ABAP di Salerno ha fatto si che le opere fossero restaurate grazie alla Ditta Atramentum, specializzata in recupero di manufatti lapidei artistici ed archeologici. Il restauro del Volto della Vergine, riposizionato sul corpo della statua, ci proietta indietro nel tempo nel Cinquecento napoletano. E’ interessante sensibilizzare da queste colonne e in questa fausta occasione gli Enti dei Musei Provinciali sui restauri delle statue del Museo Archeologico Provinciale, per una ripulitura e restauro del lapidario, che nella nostra memoria culturale ha un grande valore storico, l’ingresso alla Salerno “ Provincia Archeologica” e sollecitare l’Università degli studi di Salerno nel proporre nuovi corsi di studio in materia di conservazione dei beni culturali, su cui le Università Napoletane come il Suor Orsola hanno il Primato per l’arte e il restauro.

 

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