Il ritiro di Minniti stravolge il Pd locale

Scritto da , 10 Dicembre 2018
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di Redazione Cronache

Il Pd nell’Agro si frantuma ancora. Sembra di assistere oramai alle divisioni decimali da prefissi telefonici, quelli per intenderci, che davanti hanno sempre lo zero e che contabilmente valgono nulla o poco più di nulla. Le grandi manovre congressuali, prima del ritiro della candidatura di Minniti, vedevano due schieramenti nell’Agro nocerino, quella del Pd di origine Popolare, e degli amici di Alfonso Andria, schierati con Zingaretti e i vecchi comunisti e i deluchiani schierati con Minniti. Il ritiro dalla corsa per la segreteria dell’ex ministro degli Interni di Gentiloni ha scombinato di nuovo tutti i piani. Così anche i deluchiani di ferro, al momento, non sanno che pesci prendere e nel frattempo l’ex senatore Andria, l’ex onorevole Iannuzzi, il consigliere regionale Amabile e qualche ex democristiano renziano dell’Agro nocerino, si sono sentiti liberi di avviare una insistente campagna acquisti sui tesserati per invogliarvi a votare il Governatore della Regione Lazio, Zingaretti. Così a Sarno Canfora non si smuove da De Luca e come ha fatto in tutti questi anni aspetta come un pechinese ubbidiente che il Governatore della Campania gli dia l’ordine su chi far confluire i voti dei tesserati del Pd di Sarno. A Nocera Inferiore, Pagani, Angri, Nocera Superiore e Cava de’ Tirreni, invece, il ritiro di Minniti è sembrato per tutti come un “rompete le righe”. Tutti liberi di votare chi vogliono o addirittura di non votare affatto dato che sono in molti a pensare che anche Renzi dia il benservito al partito che negli ultimi anni ha tenuto insieme, sempre in maniera più perdente, le anime cattoliche e progressiste della storia politica italiana. Torquato “non ho questo problema. Non me lo pongo proprio”. Bottone a Pagani: “Penso alla campagna elettorale per la mia città”. Ferraioli ad Angri sembra come al solito far finta di nulla per non inimicarsi l’area di centrodestra della sua maggioranza. A Nocera Superiore il Pd è un fantasma inesistente se non per pochi eletti. Insomma un deserto dove sembrano essere passati i Mongoli a fare terra bruciata. Qualcosa il Pd potrà ottenere a Cava de’ Tirreni, ma anche lì l’anima ex democristiana schieratasi con Andria e Iannuzzi è decisamente molto radicata e presente. Restano i piccoli comuni, Siano, Bracigliano, Castel San Giorgio, San Valentino Torio, ma tutti insieme non valgono i numeri di Nocera Inferiore o Pagani. Così i De Luca ancora una volta pagano il prezzo di scelte sbagliate sul territorio che di fatto li hanno portati fuori dalle stanze decisionali dei comuni più importanti dell’Agro nocerino.

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