Il regolo di Carmine Mari apre la sezione giallo di Salerno Letteratura

Scritto da , 21 giugno 2015

 

Domani alle ore 17, l’appuntamento con lo scrittore è a palazzo Fruscione per scoprire intrghi ed alchimie nella Salerno della Scuola medica

Di OLGA CHIEFFI

 

Domani pomeriggio, alle ore 17, la sezione Largo al giallo di Salerno Letteratura, verrà inaugurata dalla presentazione del romanzo d’esordio di Carmine Mari, nostro concittadino, il quale ha pubblicato “Il regolo imperfetto” per le edizioni Atmosphere, quinto classificato al premio letterario nazionale Yume Loving italian book 2014, ambientato nella Salerno medievale della Schola medica nel suo periodo d’oro. L’incontro coordinato da Piera Carlomagno, vedrà anche la partecipazione di Ugo Cundari, autore di “Il libro maledetto” edito da CentoAutori, un omicidio e un mistero legato al mondo dei libri antichi. “Il regolo imperfetto” è un ingegnoso romanzo dalla doppia anima. L’aspetto più immediatamente godibile è quello legato all’intreccio da risolvere. Possiamo sì chiamarlo thriller storico, ma in questo caso ci troviamo di fronte ad un autore molto dotato, che fa sapiente uso delle tecniche narrative, atte anche a soddisfare quelle che possiamo definire “esigenze estetiche”; non solo avvenimenti avvincenti dunque, ma avvenimenti narrati con la penna di un romanziere di qualità. È evidente allora che chi cerca in quest’opera quello che ha trovato ne’ “Il Codice da Vinci” di Brown, il quale predilige l’intrattenimento puro alla valenza estetica, non può che rimanere deluso o perlomeno annoiato, anche se in qualcosa potrebbe evocarlo. Lo sviluppo della costruzione del libro è condotto con fare da solido mestierante, nonostante Carmine Mari sia solo alla sua prima prova. Il Mari nella gestazione di questo romanzo durata ben sei anni, si accorge che, prima ancora di essersi messo ad eseguire l’atto con cui il discorso e la storia hanno cominciato a permearsi e a crearsi a vicenda, ha dovuto compiere un “fatto cosmologico”, ovvero costruirsi un mondo di riferimento che precedesse “virtualmente” il testo. Lo ha trovato nei meandri della “Scuola Medica Salernitana” e lo ha ammobiliato e popolato di un certo numero di individui, cui ha assegnato delle proprietà determinate, oppure, in altri termini, decidendo se il corrisposto ai dati contenuti dall’enciclopedia del mondo “reale” o ne sarebbe differito completandola con elementi e proprietà alternative o “controfattuali”. Le stesse componenti semantiche del “mondo possibile” e, nel caso de’ “Il regolo imperfetto” si tratta del mondo “reale”, con personaggi storici che si muovono accanto a figure nate dalla fantasia dell’autore, implicano l’esistenza virtuale di una quantità, in pratica indefinibile, di “sceneggiature”, di stereotipi paradigmi culturali che recano in sé gli sviluppi possibili della storia di questo volume e lascia aperta la porta ad altri successivi che, l’editore dell’Atmosphere libri,  Mauro Di Leo, ha intuito, compiendo immediatamente il “tuffo in acque profondissime” di cartesiana memoria, rischiando in prima persona e sicuramente assicurando un cavallino di razza alla sua scuderia, e un bel volume alla sua biblioteca del giallo. Questo thriller storico, a una funzionale descrizione dei personaggi alterna un sapiente uso dell’indizio, portando avanti la narrazione ben intermezzata e inserendo qua e là qualche tocco particolare, che ad una attenta lettura riporta alla società attuale. Complicato? Apparentemente lo è, molto, ma qui interviene la capacità narrativa dell’autore: la narrazione su due piani è perfetta, entrambi corrono parallelamente al dispiegamento (totale?) della verità; le forme d’espressione scelte sono quelle “classiche”. I destinatari di questo lavoro non sono coloro che cercano semplicemente uno svago estivo sotto l’ombrellone: la storia  sposa la fantasia e il mistero, a cominciare proprio dalla nostra Scuola, della quale Mari ha scelto il periodo aureo, con il Maestro Ruggero Frugardo, autore del massimo trattato di chirurgia medievale, Rebecca Guarna, Ursone, Benvenuto Piantanova, Giovanni Da Procida, Pietro Barliario, siamo nel 1239, la lotta tra l’imperatore Federico II e il Papa è al culmine. La scomunica per il sovrano è imminente, Federico è in guerra coi comuni del nord Italia e affida a Hermann Von Salza, il suo diplomatico più influente, il compito di convincere Gregorio a desistere. Purtroppo il gran maestro dei Teutoni è ammalato e pertanto deve recarsi a Salerno per farsi curare prima di incontrare il papa. Una bacca, una muffa, la gommoresina del sangue di dragone la tanto ricercata bacca di Charaka, il viaggio, un ciondolo ricostruito, una serie numerica, la Salerno medioevale, con la fiera, gli orti, le strectule, il tracciato irregolare delle mura, le ombre della città vecchia che si allungano sulla società del tempo, fino alla nostra, una cartina dettagliata ed emozionale, schizzata da un fine psicologo, maestro di sport, dal cesello del modellista e appassionato storico, il quale lavorando nella nostra biblioteca provinciale è riuscito a studiare i codici originari, lasciandosi ispirare dal profumo dell’inchiostro e della pergamena. Il volume sarà apprezzato da quanti sapranno stupirsi di fronte a quello che la scrittura permette di fare, al cospetto dei mondi che permette di costruire, di fronte ai viaggi nel tempo che sa farci intraprendere semplicemente girando pagina e cambiando punto di vista.

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