Il Quintetto del Martucci in Tour

Inizierà dalla Villa Comunale di Vietri sul Mare questa sera, alle 21, la serie di concerti che saluterà in scena Gaetano Falzarano, Tommaso Troisi, Olena Vesna, Francesca Senatore e Francesca Taviani

Di OLGA CHIEFFI

Un mini-tour in Campania vedrà protagonista il Quintetto del Martucci, che così ri-prende la sua attività concertistica dopo l’oscuro periodo, durante il quale ci si è dovuti affidare al web per provare. Una formazione speciale, in cui i Docenti della nostra massima istituzione musicale, si ritroveranno a suonare con allievi per un ritorno alla libertà. La formazione, che schiera  Gaetano Falzarano al clarinetto, Tommaso Troisi e Olena Vesna al violino Francesca Senatore alla viola e Francesca Taviani al cello, sarà ospite oggi, alle ore 21, di Luigi Avallone, direttore artistico di Vietri in scena, che anima la Villa comunale, per poi esibirsi il giorno successivo a Vallo Della Lucania nell’ambito della rassegna “Armonia sotto le stelle”, rinnovando il loro dialogo musicale anche ad Airola, il 18. Se oggi la musica di Antonio Salieri, grazie alla costante riscoperta ed interesse musicologico verso la sua musica, gode finalmente di una fama che gli è ampiamente meritata, quasi nulla è conosciuto degli altri membri della stessa famiglia. Girolamo Salieri, figlio di Francesco Antonio, studente di Tartini e fratello del sopracitato maestro di cappella a Vienna, fu uno dei moltissimi clarinettisti e virtuosi che l’Italia può annoverare sul finire del Settecento ed inizi Ottocento. Di questo autore su cui lo stesso Gaetano Falzarano sta realizzando una ricerca musicologia, verrà proposto l’Adagio con Variazioni sopra un tema dall’opera di Gioachino Rossini “Edoardo e Cristina”.  “Uno degli artisti più amabili che esistano”: così ebbe ad esprimersi Louis Spohr nei confronti di Franz Danzi, con cui ebbe un lungo sodalizio artistico. Un giudizio, questo, che ben esprime uno dei tratti caratteristici della musica di questo compositore, nato in Germania, ma di origini italiane. Nel Concerto Piece n° 2 in G Minor, riconosceremo questo binomio, che mostra una scrittura di impronta classica, debitrice dello stile assimilato negli anni di Mannheim, scorrevole nella condotta delle parti, in cui la tipica brillantezza melodica, si piega talvolta, in inflessioni preromantiche nell’uso insistito del cromatismo nelle voci interne o nell’impiego di soluzioni armoniche ricercate, un omaggio ad un binomio che unì anche Wolfgang Amadeus Mozart e Lorenzo Da Ponte, nel Don Giovanni dal cui duetto “Là ci darem la mano” è tratto il tema per le virtuosistiche variazioni. L’ opera mozartiana si è fin da subito ritagliata un posto a sé stante nella vasta produzione da camera per archi e fiati, per via della sua originalità e del ruolo preminente che occupa nel repertorio clarinettistico. Il clarinetto riveste un ruolo squisitamente protagonistico, che ne mette in risalto le notevoli possibilità timbriche e dinamiche, la morbidezza e la plasticità nelle frasi legate, l’agilità e la spontaneità negli incalzanti fraseggi e nei conseguenti passaggi virtuosistici. Il finale della serata sarà dedicata interamente all’esecuzione del clarinet quintet K.581 “Stadler”. Si tratta, come si può arguire da queste poche note, di una composizione adatta a un gruppo di virtuosi, in grado di restituire la ricchezza espressiva e le debite sfumature stilistiche, che necessitano di un perfetto equilibrio e di un notevolissimo affiatamento. Non dobbiamo poi dimenticare quanto simbolicamente questa composizione abbia a che fare con la dimensione massonica di Mozart e dello stesso Stadler, il dedicatario della misteriosa pagina, attraverso l’utilizzo di uno strumento quale il clarinetto bassetto, ricerca, intenzione, cesello, purtroppo esigue, per una esecuzione d’intenzione moderna con una scelta di filigrana sonora ancorata a una visione debitamente intimistica, ma senza le ombre necessarie che hanno relegato il quintetto in una sonorità immanentistica, in particolare nel Larghetto in Re. Le note musicali segnate sul pentagramma non suscitano emozione di per sè: l’emozione nasce dal suono. I maestri hanno il dovere di lanciare e far conoscere i talenti. Ad aprire il concerto sarà l’undicenne oboista Salvatore Ruggiero di Airola. Suono speciale e pluripremiato, in concorsi internazionali grazie ai suoi insegnanti, Salvatore Fucci e Francesco Di Rosa dell’Accademia di Santa Cecilia, con un omaggio ad Ennio Morricone, per il quale ha scelto l’intenso solo di Mission.