Il prete si difende, il vescovo indaga

Scritto da , 27 settembre 2018
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CAVA DE’ TIRRENI- Padre Michele si difende: “Io quelle cose non le ho mai dette”. La città dei portici si indigna ed ieri mattina intanto all’interno dell’ufficio di Soricelli in piazza Duomo colloquio a porte chiuse tra il reggente della parrocchia della comunità di Castagneto – Vetranto e l’arcivescovo della diocesi Amalfi – Cava de’ Tirreni. Facce tiratissime tra le stanze della Curia con Orazio Soricelli che dopo aver letto il dossier da noi pubblicato ieri mattina e già spedito a Roma al vaglio della Congregazione per la dottrina della fede, nonché a quello di Sua Santità Papa Francesco I in persona, di buon’ora ha convocato il parroco di origini lucane, don Michele Pappadà al fine di sentire la sua versione dei fatti. Un colloquio serrato, durato quasi due ore e del quale nulla è dato sapere se non eventuali risvolti a seguito delle indagini avviate dal vescovo in persona visto che già diverse volte il reggente pastorale della diocesi Amalfi – Cava de’ Tirreni, ha incontrato diverse mamme ed alcuni fedeli della comunità Castagneto – Vetranto, contrariati dal comportamento del parroco che al termine dell’incontro ha divulgato, dopo aver prima accettato e successivamente disdetto un’intervista all’interno degli uffici della sua parrocchia, la sua breve nota in merito alle circostanze correnti: “ In riferimento alle notizie pubblicate sul giornale “le Cronache” in prima pagina, il sottoscritto dichiara di disconoscere formalmente tutte le dichiarazioni riportate, fortemente offensive della mia reputazione, anche quanto riferito da terzi. Ovviamente il sottoscritto si riserva di tutelare la propria onorabilità nelle sedi opportune. Sento che la comunità parrocchiale mi è vicina, colpita da tante falsità, mi è vicina anche con la preghiera ed anche, in una, a Sua Eccellenza il vescovo”. Attraverso il suo addetto stampa, il professor Antonio De Caro, anche l’arcivescovo Orazio Soricelli prende posizione – visto che come egli stesso affermava in un incontro con le famiglie con ad oggetto sempre il parroco di Castagneto – Vetranto: “Padre Michele ha già avuto problemi con le comunità di Alessia, Dupino e Benincasa… talmente gravi da farlo affiancare dal diacono Casillo Antonio” – ed annuncia di attenzionare la vicenda con particolare dedizione al fine di poter prendere provvedimenti in merito con la massima serenità al termine delle sue personali indagini. Una città dunque indignata, un dossier che è deflagrato in maniera possente su una città già scossa per altri avvenimenti, anche se da una parte della comunità di Castagneto si alza il grido del “non è vero nulla”. Adesso non tocca che aspettare l’esito delle indagini di Sua Eccellenza Orazio Soricelli, chieste a gran voce da numerosi appartenenti alla comunità che hanno scelto di disertare le funzioni religiose, anche quelle legate alle tradizioni più viscerali della comunità; al fine di verificare l’attendibilità stessa delle missive inviate con destinazione Città del Vaticano e delle quali lo stesso monsignore ha avuto notizia prima dell’inizio dell’estate appena terminata.

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