Il presunto killer di Vassallo il 2 aprile a Salerno

Scritto da , 26 Marzo 2015
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Bruno Humberto Damiani sarà in Italia la settimana prossima.  E non è un pesce d’aprile… A meno che non intervengano ulteriore problematiche burocratiche il’  “brasiliano” sarà in Italia il due aprile come ha riferito ieri mattina, ad ora di pranzo, il pubblico ministero antimafia Rosa Volpe davanti ai giudici della terza sezione penale di Salerno (presidente Anna Allegro).  Il pm l’ha riferito al collegio in occasione del processo per estorsione a carico di Damiani (a sinistra) e Giuseppe Stellato (a destra). Nelle more il sostituto procuratore ha chiesto la sospensione dei termine di durata della custodia cautelare. Richiesta contestata dal legale difensore del brasiliano, Michele Sarno, che oltre a ribadire la piena disponibilità di Damiani, ha sottolineato che il processo in questo è tutt’altro che complesso e che potrebbe concludersi anche in una sola udienza. Nonostante ciò il pubblico ministero ha accolto la richiesta avanzata dal pm Rosa Volpe e sospeso i termini. Il legale difensore ha preannunciato ricorso in Cassazione in quanto sarebbe già trascorso il termine di durata massima di custodia cautelare. L’ordinanza a carico di Damiani fu emessa nel 2011 in riferimento alle due tentante estorsione. Poi la lunga latitanza fino alla cattura in Colombia nel febbraio dello scorso anno. Da quel momento sono iniziate le pratiche per le estradizione. Un procedimento tortuoso che sembra arrivato finalmente all’epilogo anche grazie alla massima disponibilità delle autorità colombiane. Damiani è indagato per l’omicidio del sindaco di Pollica Angelo Vassallo ed è stato già ascoltato sulla delicata questione dal pm Rosa Volpe lo scorso novembre nel carcere di Bogotà. Il brasiliano è a processo dinanza ai giudizi della terza sezione penale per le estorsioni al mercato ittico (i fatti risalgono al 2006) e ad altre attività commerciali di Salerno, nel quale è coinvolto insieme a Giuseppe Stellato. L’uomo ha fatto parte del  sodalizio criminale guidato da Pappacchione, che dai quartieri orientali del capoluogo aveva esteso i suoi affari nella zona Sud della Provincia.  Il processo è stato aggiornato al 24 aprile per la discussione del pubblico ministero.

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