Il pediatra Linda Sessa: “Vaccino antinfluenzale importante per i bimbi”

Scritto da , 10 Novembre 2021
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Andrea Orza

Le ultime notizie in ambito pediatrico creano una rivolta d’opinioni. A distanza di un anno, la medicina è rassegnata di fronte la resistenza mutevole del Covid-19. La decisione verrà sancita da una riforma cosciente, ma prima bisogna valutare lo stato di salute dei bambini. Linda Sessa, pediatra presso l’Ospedale di Battipaglia e professionista nel suo campo fa luce sulla condizione psicofisica dei suoi piccoli pazienti. Sebbene questi ultimi siano contraddistinti da un’impressionante “resilienza”, gli effetti hanno compromesso diverse sfere della vita quotidiana.

Quali effetti particolari il Covid-19 ha causato alla salute del bambino?

“La pandemia, in realtà non ha avuto un impatto diretto sulla salute dei miei pazienti. Il bambino è stato coinvolto in maniera marginale e spesso chiamato in causa perché “serbatoio di diffusione”. Il discorso è diverso per gli adolescenti e tutt’altro per gli adulti. Nonostante tutto, i bambini hanno subito delle conseguenze indirette, sia dal punto di vista sanitario che psicologico. Non va dimenticato che con la chiusura delle attività ambulatoriali degli ospedali impegnati nella trincea Covid-19, anche i piccoli affetti da patologie croniche non hanno acceduto al consueto follow-up. Si è verificato un ritardo nel rispettare le scadenze dei calendari vaccinale e bambini si sono ritrovati esposti al contagio di altre malattie. Anche la “bambinità” è stata limitata del suo naturale dinamismo. Tuttavia, il bambino gode di una plasticità cerebrale tale da favorire il recupero delle esperienze.”

 

 

La “chiusura forzata” può interferire con il benessere dei più piccoli?

 

“Nel corso del lockdown il consolidarsi di abitudini alimentari scorrette e la sedentarietà hanno comportato un aumento dell’incidenza dell’obesità infantile. Questo oltre ad essere un problema attuale, si corre il rischio che diventi un problema futuro. Pediatri, genitori ed insegnanti dovranno garantire una dimensione sicura e allo stesso tempo restituire libertà di movimento come prima dell’emergenza Covid-19. Bisogna cogliere le criticità emerse dal lockdown come possibilità di miglioramento. Inoltre, una regolare attività fisica incide su sistema immunitario, rinforzandolo.”

 

Quale appunto vuole fare in prossimità della stagione dell’influenza?

 

“L’utilizzo della mascherina nel periodo invernale 2020-2021 non ha permesso il regolare diffondersi dei virus. È questo il motivo per cui ci aspettiamo un’epidemia influenzale più aggressiva in termini di contagio. La stessa cosa vale per la bronchiolite, virus che naturalmente circola tutti gli anni ma che quest’anno si è anticipato. Le strutture si stanno preparando a fornire il supporto necessario per far fronte all’epidemia. I metodi di prevenzione sono sempre gli stessi ma è giusto ricordarli. Lavare sempre le mani ed evitare i luoghi affollati. Le mascherine per quanto fastidiose sono essenziali anche per le neomamme che allattano. Con la comparsa dei primi sintomi influenzali se c’è un neonato in casa, ricordare di indossare la mascherina e favorire il circolo d’aria negli ambienti. Consiglio, inoltre, di non avere fretta a rimandare a scuola un bambino dopo un episodio influenzale ma attendere qualche giorno dopo la scomparsa della febbre. Informarsi verso il proprio centro vaccinale sulla possibilità di effettuale il vaccino antinfluenzale.”

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