«Il Pd? La somma del peggio di Pci e Dc»

Scritto da , 2 febbraio 2014

di Francesco Carriero.

«Il Pd? alle volte mi ricorda la somma del peggio del vecchio Pci e della Dc», parola del primo cittadino di Salerno Vincenzo De Luca, che nella mattinata di ieri, nel corso della presentazione in comune dell’ultima fatica letteraria di Claudio Martelli, “Ricordati di vivere”, ha colto l’occasione per sciorinare una analisi dello stato si salute della politica nostrana, messa a paragone con quella che ha tirato le sorti della nazione dalla fine del secondo conflitto mondiale, fino a Tangentopoli. «Il nostro Paese paga l’aggravante dell’assenza di grandi partiti politici, di uno Stato vero, di una pubblica amministrazione costruita per bloccare le trasformazioni, piuttosto che per aiutarle. Il nostro è un Paese in declino, con una preoccupante depressione generale. Non siamo riusciti ad incidere sul nostro Paese. Oggi, però, il Partito Democratico c’è, nonostante a volte sembri più la somma del peggio tra Pci e Dc». Uno spiraglio di luce in un visione del futuro del nostro paese alquanto pessimistica, un invito a rimboccarsi le maniche per evitare l’imminente disastro e a cambiare il modo di fare politica: «Abbiamo perso le sfide che ci eravamo prefissati di vincere negli anni ‘80 – continua il primo cittadino – perdiamo terreno rispetto a nuove realtà emergenti e non riusciamo a produrre più prodotti di eccellenza mondiale. La rigidità burocratica impostaci sta stringendo la corda intorno al Paese e la nostra logica autoconsolatoria non ci aiuta». De Luca descrive un Italia sull’orlo dell’abisso e ostaggio dei poteri forti: «Scivoliamo in basso – continua – e non riusciamo a conciliare la cultura politica con i bisogni del Paese, perché, soprattutto a sinistra serpeggia un sentimento di estraneità, mentre le stanze del potere sono permanentemente occupate da lobby, corporazioni e famiglie, la cui cupola è difficile da penetrare. A Roma da decenni le stesse venti persone si scambiano i ruoli tenendo per loro il potere, mentre adesso nei partiti in piena crisi di ideologie per esser dirigenti basta essere bravi showman e contemporaneamente portaborse». Ma non tutto è nero per il sindaco di Salerno, che vede nel suo omologo fiorentino una possibilità di riscatto per il partito Democratico: «Renzi – conclude De Luca – ha in se tutte le capacità per cambiare le cose, ma per ora è solo una sommessa in atto».

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