Il nuovo PUC visto dall’interno

Scritto da , 22 aprile 2015
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di Carmine LANDI

BATTIPAGLIA. Battipaglia riscopre il Puc. Nella giornata di ieri, all’interno dell’edificio che ospitò la scuola “E. De Amiciis”, si sono tenuti “Battipaglia creativa” e “Battipaglia pubblica”, i primi due dei quattro incontri rientranti nel percorso di concertazione comune per la predisposizione delle linee programmatiche del piano urbanistico che verrà.

Il team Insìti, timonato dall’archistar Massimo Alvisi, in compagnia dell’esperto docente di diritto pubblico e amministrativo della Luiss, Christian Iaione, e del presidente della commissione straordinaria, Gerlando Iorio, dopo aver ascoltato l’associazionismo, ha spalancato all’intera città le porte del pensatoio di piazza Madonnina.

Ai due incontri, purtroppo, non hanno partecipato parecchi   battipagliesi e – ancora peggio – non  hanno preso parte al dialogo neppure molte autorevoli voci della politica cittadina; chi c’era, però, ha apportato un valido contributo alla discussione relativa al piano urbanistico, andando «ben oltre la partecipazione», come dichiarato dallo stesso Iaione, che ha aggiunto che «l’obiettivo del tavolo di concertazione è una vera e propria co-progettazione». L’architetto e l’esperto docente, dunque, non hanno dato affatto l’idea di essere dei meri consulenti: «siamo qui – ha spiegato i due – perché crediamo nel domani di Battipaglia, una città che vogliamo portare alle luci della ribalta in chiave positiva, e non come accaduto con eccessiva frequenza in passato».

Proprio della scuola “De Amiciis” s’è dibattuto a lungo, parlando di un percorso mentale che colleghi la struttura al Castelluccio e all’ex tabacchificio, trasformando la De Amiciis in uno spazio aggregativo che funga anche da museo o da centro studi.

Nel pomeriggio, poi, ci si è confrontati sull’importanza del verde e del pubblico, con l’archistar e i suoi che hanno spiegato di voler restituire spazi alla cittadinanza: è il caso dell’idea di realizzare un giardino nella corte della scuola De Amiciis che possa poi esser collegato a ulteriori spazi verdi in piazza Amendola.

«Dobbiamo scrivere tutto il futuro insieme – ha spiegato Alvisi – affinché ognuno, noi in primis, possa sentirsi responsabile». Simbolo di tutto ciò sarà “Battipaglia Collabora”, l’evento attraverso il quale, il 22 giugno, i battipagliesi di buona volontà dichiareranno pubblico amore alla città: molto probabilmente, in quel giorno, i cittadini zelanti sposteranno in prima persona i libri dagli scaffali di Palazzo di Città per portarli nella nascitura biblioteca delle De Amiciis. Un simbolo per far comprendere che il Puc è di tutti: proprio ciò che era mancato alla vecchia proposta urbanistica dell’era di Giovanni Santomauro, finita al centro della relazione della commissione d’accesso che poi portò allo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazione camorristica. Puc in progress.

ANCHE IL LITORALE AL CENTRO DELLA DISCUSSIONE. Nell’ambito della discussione sul Puc, s’è parlato a lungo anche del litorale battipagliese: per ora, non si ha alcuna certezza circa quel che sarà della fascia marittima cittadina, ma quel che è sicuro è che c’è tutta la volontà di ripartire dal mare per l’opera di riqualificazione del territorio.

«Non me ne vogliano gli ambientalisti – ha spiegato Giuseppe De Martino, presidente del distretto turistico “Selecoast” – ma, per quel che riguarda il litorale, la pineta, al momento, rappresenta un ostacolo allo sviluppo, un ricettacolo di prostituzione».

Parole che tirano in ballo, logicamente, anche l’aspetto della sicurezza e della necessità di rivedere il concetto di area marittima: «non cementifichiamo la litoranea – ha aggiunto il rappresentante del distretto –  ma rendiamola vivibile 365 giorni l’anno».

Un passaggio che per De Martino, che è stato ascoltato con estrema attenzione da Alvisi, richiede la riscoperta delle peculiarità della costa cittadina: «non abbiamo di certo le bellezze della costiera amalfitana – ha concluso l’uomo – ma, rispetto a Vietri, Amalfi e Cetara, abbiamo qualcosa di unico, che è lo spazio; è dallo spazio, dunque, che dovremmo ripartire».

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