Il nuovo anno nel segno visivo di Pietro Scoppetta

Questo pomeriggio, alle ore 17, presso il salone Genovesi della Camera di Commercio, la presentazione del calendario d’arte De Luca curato da Marco Alfano

“I Napoletani sono gli artisti più moderni del nostro tempo, sono forse i soli, interamente originali”. Con queste parole il critico Luigi Chirtani riconosceva già nel 1880 l’audacia rivoluzionaria della pittura napoletana e il suo primato nel contesto sia nazionale che straniero. Una vicenda intensa che, dopo la stagione del paesaggismo “romantico” spinse a Napoli a tentare vie più idonee alla formulazione di un linguaggio comune, unitario e “nazionale”. Un linguaggio capace soprattutto di esprimere e tradurre in immagine, con immediatezza e forte senso d’attualità, nuove ansie di libertà del fare artistico e nuovi bisogni di verità e concretezza nell’esprimersi e comunicare. Anche quest’anno il calendario d’arte dell’industria Grafica e cartaria De Luca, donerà l’arte di uno dei rappresentanti dei Costaioli, uno dei diversi rami dell’arte pittorica campana dell’Ottocento, racchiudendo le immagini dell’opera dell’amalfitano Pietro Scoppetta. La presentazione avverrà nel pomeriggio di oggi, alle ore 17 nel Salone Genovesi della Camera di Commercio, ospiti di Andrea Prete. Moderati da Sigismondo Nastri dialogheranno Daniele Milano, Sindaco di Amalfi e Giovanni Camelia, del Centro di Cultura e Storia Amalfitana, Andrea De Luca della De Luca Industria Grafica e Cartaria; mentre le relazioni storico artistiche saranno tenute da Massimo Bignardi dell’Università di Siena e dal curatore del calendario Marco Alfano. Una tradizione consolidata quella del Calendario d’Arte De Luca, entrata a far parte del costume del nostro Natale, che continua l’idea di Giuseppe De Luca, il quale per primo lanciò l’idea di un calendario promozionale. Il Calendario illustra nei 12 mesi alcune tra le opere più celebri del pittore amalfitano Pietro Scoppetta, un originale contributo alle celebrazioni del centenario della morte dell’artista che si può senza dubbio ritenere la figura di maggiore importanza per la cultura artistica amalfitana  Attraverso una selezione delle opere traduci alcuni inediti si ricostruisce il percorso dell’artista dalla pennellata rapida e sapiente, dalla dimensione internazionale, e in particolare a quel filo diretto che legò Napoli a Parigi, grazie alla presenza cospicua dei mercanti francesi di passaggio per la città, che misero sotto contratto molti artisti, invitandoli a soggiornare per lunghi periodi nella capitale francese. Proprio la modernità dello spettacolo offerto da Parigi è la chiave di lettura di molte opere di  Pietro Scoppetta  che celebrano il ritmo veloce della vita nelle piazze ma anche la bellezza sofisticata – tanto mondana e contemporanea, quanto ideale e immaginaria – delle parigine, protagoniste degli anni ruggenti della Belle Epoque, fautore, una volta fatto ritorno in Italia, di una pittura personalissima, ricca di colore e di effetti luminosi, capace di coniugare le predilette tematiche regionali a un gusto internazionale più elegante e ricercato. (o.c)