Il No stravince con il 60%, Matteo Renzi: «Mi dimetto»

Scritto da , 5 Dicembre 2016
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di Andrea Pellegrino

E’ un no a valanga quello che travolge l’Italia. Gli italiani hanno bocciato la riforma costituzionale presentata dal governo Renzi. L’onda lunga in pratica è partita ieri mattina fin dall’apertura dei seggi. Il referendum costituzionale e l’affluenza così alta ha, dunque,  fotografato la voglia di democrazia e la consapevolezza che la Costituzione è la carta del popolo e non di un governo. Alle 23,15 è Lorenzo Guerini, vicesegretario nazionale del Pd a commentare i primi dati e ad annunciare la convocazione della direzione nazionale del partito democratico per domani.  Alle 24,00 circa da Palazzo Chigi, l’annuncio del premier: «Mi dimetto». «Domani pomeriggio (oggi per chi legge, ndr) convocherò il Cdm, ringrazierò i miei colleghi e salirò al Quirinale, dove consegnerò le dimissioni nelle mani del presidente Mattarella». «Volevo tagliare le poltrone – ha aggiunto il premier – ed invece è saltata la mia. Qui in questa sala (parlando da palazzo Chigi) saluterò il mio successore, chiunque egli sarà, e gli consegnerò la campanella e il dossier delle cose che restano da fare». Il no era in vantaggio fin dalle prime schede scrutinate e dalle prime rilevazioni. A pochi minuti dalla chiusura dei seggi, la Lega con Salvini già festeggiava. Anche in Campania il no prevale. Luigi de Magistris festeggia: «Da Napoli già liberata: la Costituzione è salva. Grande vittoria della democrazia. Renzi, lo stalker autoritario, è stato respinto. Ora, senza sosta, lotta popolare per liberare Italia e per sovranità al popolo. Lavoreremo e agiremo, con i movimenti popolari, per attuare fino in fondo la più bella Costituzione nata dalla resistenza al nazi-fascismo. Nessun politicante di turno, vecchio e nuovo, si permetta di mettere il cappello sulla vittoria. Il vincitore è solo uno: il Popolo». A Salerno città, nel regno del governatore, ex sindaco, Vincenzo De Luca i primi risultati sono clamarosi. Nonostante l’impegno di De Luca il no prevale anche in città. L’AFFLUENZA Un vero e proprio boom di votanti. Il referendum costituzionale ha registrato una affluenza senza precedenti. A chiusura di seggi, hanno votato il 69 per cento circa degli aventi diritto. A Salerno città l’affluenza ha raggiunto il quasi il 67 per cento. Alle 19,00, invece, l’affluenza in Italia si attesta al 56 per cento. Un dato storico rispetto alle precedenti consultazioni. Già alle 12,00 di ieri mattina si era capita la forte partecipazione degli italiani al referendum costituzionale. In Campania, sempre alle 19,00, aveva votato il 46,34 per cento; in provincia di Salerno quasi il 49 per cento mentre a Salerno città il 50,59 per cento. LA GIORNATA A tenere banco è stato il caso matite, scoppiato dopo la segnalazione di Piero Pelù. Fin dalla mattinata sono state numerosissime i casi sollevati in ogni parte d’Italia. Nel primo pomeriggio è lo stesso Viminale a far chiarezza con una nota: «Le matite cosiddette “copiative” sono indelebili così come, tra l’altro, aveva dichiarato il produttore, Faber-Castell, al Corriere della Sera, nel 2013 e sono destinate esclusivamente al voto sulla scheda elettorale». «Il ministero dell’Interno – proseguono – in media ogni anno, ne acquista un certo numero, basandosi sul fabbisogno storico, per rifornire i depositi ed essere in grado di rifornire le Prefetture man mano che manifestano il loro fabbisogno. Nello specifico, quest’anno, – ha reso noto il ministero dell’Interno- il Viminale ha acquistato 130 mila matite dalla ditta Luca srl – aggiudicataria del relativo appalto sul mercato elettronico che, a sua volta, si rifornisce dalla Faber-Castell, direttamente in Germania. Di queste 130 mila, per esempio, quest’anno ne sono state distribuite circa 80 mila per il referendum costituzionale, mentre altre richieste, da parte delle Prefetture, sono state soddisfatte per il referendum sulle trivelle e in occasione delle elezioni amministrative. Le Prefetture, è bene precisare, possono utilizzare anche le matite che sono rimaste in deposito dagli anni precedenti. Si utilizzano matite prodotte dal Faber-Castell almeno da cinque anni». Ma dai partiti gli allarmi sono continui e si susseguono fino alla chiusura dei seggi. Il Codacons però annuncia già il ricorso: oggi presenterà un esposto al ministero dell’Interno e a 140 procure. «Da tutta Italia stanno arrivando segnalazioni circa la presenza nei seggi di matite non indelebili che verrebbero utilizzate per il voto al referendum costituzionale – scrive il presidente Carlo Rienzi -. Denunce circostanziate che meritano la dovuta attenzione, per capire se la possibilità di cancellazione riguardi solo tratti lasciati su normali fogli, o se sia possibile cancellare e/o modificare anche i voti sulle schede elettorali. Per questo – continua Rienzi – chiederemo a 140 procure di aprire indagini relative ai seggi sul territorio, per raccogliere le denunce degli elettori e verificare il rispetto delle disposizioni vigenti e la piena regolarità del voto».

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