Il niet dei piani alti a Miccio

Scritto da , 2 luglio 2014

di Andrea Pellegrino

Ha tentato fino all’ultimo di passare la palla ad altri ma alla fine il soprintendente Miccio ha dovuto esprimere il parere sul Crescent. L’ultima nota è del Soprintendente regionale che avrebbe confermato la competenza dell’organo di tutela salernitano, quindi di Gennaro Miccio, sulla vicenda Crescent e Piazza della Libertà. Il soprintendente, a quanto pare, non più di un mese fa, avrebbe interpellato anche i “piani alti” del Ministero dell’Ambiente al fine di trovare una soluzione. Ma anche in questo caso pare che da Roma abbiano risposto “picche”. Se non per la disponibilità di prendere parte ad un tavolo tecnico, che tra l’altro, pare sia stato promosso dallo stesso Miccio e comunicato alla segreteria generale e agli uffici del ministero prima dell’emissione del parere sul comparto di Santa Teresa. Tant’è che nello stesso atto di “preavviso di diniego” sono ben indicate le date, comprese le “interlocuzioni” dello stesso sindaco De Luca con i vertici ministeriali. Ma ora l’atto c’è ed il Comune ora avrà dieci giorni per mostrare le sue carte prima di mettere in piedi il tavolo tecnico indicato da Miccio. Per Sel, ora rappresentata da Franco Mari e Marco Matano, rispettivamente coordinatore provinciale e cittadino (dopo l’addio di Ragosta e Calabrese) il “preavviso di diniego” conferma tutte le perplessità e tutte le riserve manifestate da gran parte della comunità scientifica anche oltre i nostri confini. Anzi, dicono Mari e Matano, «la città di Salerno deve ringraziare Italia Nostra e il Comitato No Crescent per la determinazione con cui hanno affrontato in questi anni la vicenda. Solo grazie al loro impegno oggi si profila un esito che potrà ripristinare verità e legalità. Ora speriamo che prevalga il buon senso. Per quanto ci riguarda faremo di tutto per sostenere le ragioni di questa battaglia di civiltà». Miccio ha demolito il progetto sotto ogni aspetto, per il consigliere comunale Roberto Celano che dice: «Salerno avrebbe meritato, invero, di partecipare alle decisioni del proprio destino urbanistico e delle scelte più rilevanti e strategiche assunte sul territorio cittadino. I salernitani avrebbero auspicato minore arroganza e presunzione, maggiore ponderatezza e saggezza al posto di megalomanie “consumate” incautamente. Un buon amministratore non può giocare d’azzardo col futuro di una comunità. Chi è responsabile di tutto ciò, ci chiediamo, può ancora imperterrito restare al suo posto?».

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