Il Mozart all’ “italiana” di Francesco Bossone

Scritto da , 25 febbraio 2016

 

Successo per l’apertura della tournée dell’Orchestra giovanile Napolinova che ha fatto tappa anche a Salerno

 

Di OLGA CHIEFFI

Una grana timbrica, flessuosa, non ancora certamente rifinita, ma gravida di suono ed intenzioni, abbiamo ritrovato nell’Orchestra Giovanile Napolinova, gemma dell’omonima associazione, nata da una felice idea del presidente e direttore artistico Alfredo De Pascale, che ha lanciato la formazione in una tournée che toccherà da febbraio ad aprile con tre differenti concerti le prestigiosi sedi di Napoli, Salerno e Caserta. Nella Chiesa della SS.Annunziata, che Don Claudio Raimondo ama aprire alla musica, si è svolto il primo degli appuntamenti che ha salutato direttore e solista il fagottista Francesco Bossone, prima parte dell’Orchestra Sinfonica Nazionale dell’Accademia di Santa Cecilia. Il programma che prevedeva il Divertimento K136 in Re minore, il Concerto per Fagotto K191 in Si bemolle Maggiore e in chiusura la Sinfonia n°40 K550 in Sol minore, ha rivelato un’esecuzione in cui tutto ha cantato con grande generosità, anche il pianissimo, con allegri molto brillanti. Il tutto, però, orientato nel senso dell’attendibilità da una dottrina esecutiva che non ha lasciato nulla all’improvvisazione stilistica, anzi, è riuscita a conciliare scuole e convinzioni diverse, creando suono, slancio espressivo e sapida scioltezza di fraseggio, con un campionario di soluzioni timbrico-musicali da manuale. Culmine espressivo dell’intera serata è risultato l’Andante ma Adagio in Mi bemolle e in forma-sonata, il cui tema principale, espressivo e sognante, esposto dai violini, con sordino, concorre alla globale affermazione di una Stimmung notturna pervasa di affettuosa tenerezza, appena increspata da brevi chiaroscuri, in cui ci è balenato nella testa il tema dell’aria “Porgi amor, qualche ristoro”, la splendida sortita della Contessa, nel secondo atto de’ “Le Nozze di Figaro”. La seconda parte del concerto è stata interamente dedicata all’esecuzione della Sinfonia n.40 in sol minore K550 e qui la formazione ha espresso al meglio le sue qualità. Le ricchissime invenzioni della partitura mozartiana sono state messe in rilievo grazie ad una sapiente resa del fraseggio tra le sezioni degli archi e dei fiati. Il momento di maggior rilievo dell’intera performance è avvenuto nel secondo movimento, dove è stato posto in evidenza l’aspetto dolente e meditativo di questo capolavoro mozartiano. Qui il ruolo fondamentale è stato giocato dai fiati che sono apparsi tutti molto precisi, con una particolare menzione per il flauto di Vincenzo Gaudino che si è distinto tra tutti. La direzione di Francesco Bossone è risultata tesa a favorire l’evidenza, la chiarezza, la linearità di un percorso musicale sempre di incantevole bellezza con questi giovani musicisti che sono riusciti a calarsi nella logica del zusammen musiziren e soprattutto nella prospettiva di un’orchestra intesa come ensemble di musica da camera allargato, grazie anche alla scelta di un programma adatto alle loro possibilità, senza voli pindarici verso pagine che fanno tremare i polsi anche ai più grandi interpreti, linea, questa, purtroppo adottata non si sa per quale misteriosa ragione dalla classe di esercitazioni orchestrali del nostro conservatorio. Abbiamo potuto, così ascoltare davvero l’intera partitura restituita con una luminosità dalla bacchetta esperta del M° Bossone, che ha offerto risalto ad ogni profilo tematico. Prossimo appuntamento con l’ Orchestra Giovanile Napolinova, sabato 12 marzo sempre nella Chiesa della SS. Annunziata per un concerto che vedrà ospite l’intenso suono dell’ oboe di Fabio D’Onofrio.

 

 

 

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