Il mondo ideale di Robert Schumann

Scritto da , 20 Gennaio 2016
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Successo per il Quartetto Savinio e il pianista Costantino Catena, che hanno chiuso in San Giorgio la sezione classica del Natalis loci, promosso dall’Ept di Salerno

Di Rosanna Di Giuseppe

 Grande musica cameristica nello splendido scenario barocco della Chiesa di San Giorgio a Salerno,  per l’ultimo appuntamento della rassegna “Natalis loci” promossa dall’Ente provinciale per il turismo di Salerno, con i due capolavori schumanniani, il Quartetto in mi bemolle maggiore op. 47 e il Quartetto in mi bemolle op. 44, affidati ad interpreti di eccezione quali il pianista Costantino Catena e l’affiatato Quartetto Savinio, fondato fin dal 2000 dai suoi attuali componenti: Alberto Maria Ruta (violino), Rossella Bertucci (violino), Francesco Solombrino (viola), Lorenzo Ceriani (violoncello), recentemente incisi per la casa discografica giapponese “Camerata Tokyo” con cui Catena  ha intrapreso un percorso che mira alla produzione di tutta la produzione pianistica di Schumann. L’eccezionalità dell’iniziativa consiste nel collegare le registrazioni della musica classica prescelta a siti artistici di valore che esaltino la qualità del prodotto. Cosicché la registrazione del CD è avvenuta nei giorni scorsi, proprio a Salerno, nella Chiesa di San Giorgio, scelta per il valore artistico e l’eccezionale qualità acustica, che figura come sito artistico illustrato e documentato nell’opuscolo di accompagnamento al disco. A condurre la serata la musicologa Valentina Lo Surdo conduttrice della RAI, che ha posto l’accento “sul mondo ideale in miniatura” rappresentato dalla musica da camera, in cui fondamentale risulta il dialogo intimo e la condivisione amicale tra gli esecutori. Entrambi capolavori del fertile e felicissimo anno 1842, uno dei più fecondi nella produzione del compositore romantico tedesco, le due opere di musica assoluta proposte di cui, dell’op.47 sono stati eseguiti solo il primo movimento(Sostenuto assai-Allegro) e il terzo(Andante cantabile), si distinguono per la ricchezza di temi e movenze ritmiche tipicamente schumanniani, la densità di scrittura, la ricchezza dei contrasti spesso derivanti proprio dall’incontro-scontro della vena fantastica di Schumann con gli schemi della forma classica. Del primo movimento dell’op. 47 sono emersi l’incipit assorto con gli archi che suonano a mo’ di corale sui “tocchi” del pianoforte per poi dare slancio alla melodia, quindi  la gioiosità del pulsante secondo tema,  gli intensi crescendo,  l’alternanza delle due diverse atmosfere nel corso dello svolgimento del brano. Del terzo movimento in forma di variazioni è risaltato l’intenso lirismo del tema che ha valorizzato la profondità timbrica di ciascuno degli archi, in dialogo costante con i ricami e i limpidi disegni del pianoforte, suonato con doti di espressività e cantabilità da un pianista di grande musicalità. Di forte coinvolgimento l’esecuzione del successivo quintetto, l’op.44, proposto nella sua interezza. Il pianoforte vi ha svolto un ruolo di primo piano, subito evidente nell’attacco energico  del  robusto tema dell’Allegro brillante per poi subito lasciare il posto al dialogo e all’integrazione con gli altri strumenti in perfetto amalgama tra loro nell’esecuzione del più lirico secondo tema in do minore e delle svariate sfaccettature psicologiche di questo movimento. Sono seguiti  il secondo movimento dal tema singhiozzante di marcia funebre con il suo predominante carattere dolente, il brillante Scherzo reso in maniera esuberante (particolarmente nel secondo trio), l’entusiastico Allegro ma non troppo conclusivo, in forma di rondò, con la sorprendente riapparizione in stile fugato del tema del primo movimento, omaggio alla polifonia, che svela il travaso senza soluzione di continuità dello stile contrappuntistico bachiano nella musica tedesca del periodo romantico. Applausi prolungati di un pubblico folto ed entusiasta.

 

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