Il mondo de’ “La scuola”

Scritto da , 14 marzo 2016

 

Grande successo sul palcoscenico del teatro Verdi di Silvio Orlando con la pièce tratta dai due libri di Domenico Starnone.

 

Di OLGA CHIEFFI

Il film La scuola (del 1995, regia di Daniele Luchetti) terminava con un surreale piano sequenza in soggettiva dell’alunno Cardini. Il problematico ragazzo, assente per tutta la pellicola eppure sempre al centro dei racconti e dei discorsi dei professori, maldestramente planava tra i corridoi dell’edificio facendo quello che meglio sapeva fare: la mosca. Silvio Orlando, il professor Vivaldi, durante la gita scolastica candidamente e poeticamente affermava “i ragazzi sono capaci di fare cose incredibili”. Nella mania di quel ragazzo di imitare la mosca vi era tutto un mondo fragile con il quale i professori dovevano accettare di scontrarsi. Il film di Lucchetti si posizionava così all’interno di un dibattito decisivo per la scuola italiana diventando un cult anche grazie all’interpretazione di Silvio Orlando e Anna Galiena. Sul palco del teatro Verdi di Salerno, sono ritornate le fondamenta di quello splendido film, con un cast degno di nota, attori tutti collaudati e senza sbavature, capitanati da Silvio Orlando e Marina Massironi, per la regia di Daniele Luchetti. Un progetto che nasce nel 1992, quando debuttò “Sottobanco”, messinscena teatrale sempre diretta da Luchetti ed interpretata da un giovane Silvio Orlando. La pièce divenne ben presto un cult, precursore dei diversi caroselli di impronta scolastica. Dall’aprile 2014 lo spettacolo, tratto da due libri di Domenico Starnone, “Ex Cattedra” e “Sottobanco”, viene riproposto in teatro con annessa buona parte del cast: Silvio Orlando a parte, vengono confermati Roberto Nobile (professore di francese), Antonio Petrocello (professore di impiantistica) e Vittorio Ciorcalo (professore di religione), insieme alle new entry Marina Massironi (professoressa di ragioneria), Maria Laura Rondanini (professoressa di storia dell’arte) e Roberto Citran (Dirigente scolastico). La rivisitazione di Luchetti apre il suo sipario nella palestra di un liceo, un istituto tecnico della periferia romana. Orlando, qui il prof. Cozzolino, circondato da colleghi invidiosi, furbi, incapaci di porsi in ascolto degli adolescenti coi quali hanno a che fare. C’è l’ingegnere odioso (Antonio Petrocelli) però amato dal preside, doppio lavoro e flirt facile nei confronti di colleghe e alunne; l’insegnante di religione (Vittorio Ciorcalo) il cui cattivo odore non nasconde una morale tutt’altro che evangelica; il professore di francese (interpretato da un agguerrito e instancabile Roberto Nobile) ossessionato dal desiderio di vedere i propri alunni zappare la terra al motto di “la cultura e lo studio non sono per tutti”, che arriva sfinito e devastato pregando i  colleghi: “almeno uno fatemelo bocciare”; o ancora la professoressa di Storia dell’Arte (Maria Laura Rondanini) anch’essa innamorata più del proprio ego che del futuro dei ragazzi. Unica figura vicina  a quella di  Cozzolino  è l’insegnante di ragioneria interpretata da Marina Massironi, personalità nevrotica ma altruista e appassionata del proprio lavoro. A dirigere il circo un ottimo Roberto Citran nel ruolo del preside ignorante. Nel frastuono generale che dà inizio allo spoglio dei voti, c’è spazio per rivivere, come dei veri e propri flashback, i momenti più salienti e sorprendenti accaduti durante l’anno, come la gita a Verona, che concede libera esternazione di nostalgici ricordi e pesanti critiche al mancato impegno dei colleghi. Una sceneggiatura spassosa e frizzante, capace di ritrarre situazioni paradossali ma irresistibilmente calzanti per le realtà scolastiche, dipingendole con tratti quasi oracolari e proponendo allo spettatore forti prese riflessive. Applausi calorosissimi a scena aperta per tutti. 

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