«Il mio digiuno? Conta esser primi»

Scritto da , 19 febbraio 2013
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Nonostante sia a secco ormai dalla trasferta contro L’Aquila, è uno degli idoli indiscussi di una tifoseria che, soprattutto in estate, ha seguito con particolare apprensione l’evolversi di una trattativa durata quasi un mese e che ha tenuto tutti con il fiato sospeso. Ciro Ginestra non sta attraversando un grande momento di forma ma nell’intervista rilasciata lunedì sera a Telecolore coglie l’occasione per elogiare l’operato del compagno di squadra Matteo Guazzo, una coppia che ha portato in dote 25 reti e tanti punti: “Capita ad ogni attaccante di vivere un periodo negativo, anche l’anno scorso a Sorrento mi è successo, ora però mi godo la Salernitana prima in classifica ed è questa l’unica cosa che conta; ho abbracciato Guazzo dopo ogni gol perchè abbiamo uno splendido rapporto dentro e fuori il rettangolo verde,sono convinto che ha qualità importanti e degne di categorie superiori. L’unica cosa che mi dispiace è che mi arrivano pochissime palle per calciare a rete, l’unica è capitata contro l’Arzanese e l’ho fallita”. Sulla trattativa estiva: “Volevo solo la Salernitana, una piazza che mi aveva sempre affascinato; su facebook i tifosi mi facevano sentire uno di loro già prima che firmavo, Lotito è una persona interessante dalla quale ho molto da imparare, ricordo solo che quando la trattativa era entrata nel vivo andavo a dormire alle 4 del mattino. Vorrei chiudere qui la carriera, sogno di portare in B la Salernitana”. Poi un aneddoto: “Ho legato molto con la tifoseria, capisco che il presidente voglia sempre più gente allo stadio, ma abbiamo tante persone che ci sostengono nei momenti di difficoltà. Pensate che mia figlia quotidianamente mi canta “che bello è”, la mia famiglia si trova molto bene a Salerno ed è contenta del campionato che stiamo disputando”. Ginestra ha vissuto da avversario i 40mila dell’Arechi: “Giocavo nel Venezia nel 1997, in casa nostra perdemmo 3-0 e ricordo un grande gol di Di Vaio e proprio all’Arechi, nella partita di ritorno, pareggiando per 0-0 la Salernitana ottenne la matematica promozione in massima serie in uno stadio stracolmo”. Infine una battuta sui tifosi del Verona e sui suoi sogni nel cassetto: “Spesso quella tifoseria è associata ad episodi brutti, quelli non sono tifosi, ma animali, i morti non si toccano. Sul mio futuro dico che la Salernitana è la squadra perfetta per me, come sogno nel cassetto avrei il Barcellona, ma lì non mi farebbero spogliare neanche per giocare nella Berretti”.
 

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