Il Liceo Severi rapito dal fascino di Dante

Scritto da , 5 dicembre 2012
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Dante fu un cavaliere templare? Fece parte di una setta segreta? A svelare questi misteri, è stato il professor Franco Salerno, docente all’Università di Salerno, che dopo il grande successo per la lezione spettacolo su Dante Alighieri, tenuta lunedì mattina al Liceo Severi di Salerno, diretto dalla dirigente scolastica Caterina Cimino, intitolata: ”Dante il Cinema della Mente”, che ha visto alternarsi sul palco del grande Auditorium, tanti artisti che hanno interpretato alcuni canti della Divina Commedia, tratti dal nuovo libro “Il Labirinto e l’Ordine”, edito da Simone, scritto dal professor Salerno, con la collaborazione di Carmen D’Avino, Paola De Vivo, Giusy Caldarelli, e di Melissa Chantal Salerno; nel pomeriggio, ha dato inizio a un corso, organizzato in collaborazione con l’associazione “Il Contrapasso”, diretta dalla professoressa Raffaella Lembo, riservato a tutti i docenti del Liceo Severi che prevede la progettazione di una lezione spettacolo dal titolo “Un’ipotesi teatrale di Dante Templare”. «Un corso che dà alcune indicazioni su come si prepara un testo teatrale partendo da un testo letterario» ha spiegato il professor Salerno «Ad esempio, partendo da alcuni elementi teatrali presenti nella “Commedia” di Dante, come la sua adesione alla setta segreta dei “Fedeli d’Amore” o la sua appartenenza ai Templari». Il professor Salerno ha spiegato a riguardo, le tesi di Rossetti e di Aroux. «Secondo la tesi di Gabriele Rossetti, Dante nella “Vita Nova” e nella “Commedia” si avvale di un codice segreto, tipico della setta dei “Fedeli d’Amore”, un gruppo a cui aderiscono sia Dante, sia altri scrittori a lui contemporanei, come Guinzelli, Cavalcanti, Cecco D’Ascoli e Petrarca, tutti sostenuti da spirito ghibellino». Riprendendo la tesi di Aroux, secondo la quale Dante sarebbe appartenuto ai Templari, l’ordine religioso – militare che, temuto per il suo potere e per la sua ricchezza, venne sterminato da Filippo il Bello e da Clemente V, a partire dal 1307, il professor Salerno ha precisato: «Dante sarebbe stato influenzato dall’eresia catara. Era un conoscitore o almeno era informato dei riti segreti dei Catari. Secondo Aroux, l’intero Poema si configura come un processo d’iniziazione e questo giustifica la presenza di simboli templari come la Croce, la Scala e l’Aquila e, a conclusione del Viaggio, il ruolo di San Bernardo, chiamato da Dante “contemplante”, termine che oltre ad avere il significato letterale, allude ai rapporti del santo con l’Ordine Templare, di cui stabilì la Regola». Il professor Salerno ha proposto ai docenti di sviluppare, sulla base delle sue indicazioni, una riscrittura teatrale da produrre verso marzo, capace di coinvolgere gli studenti della classe, rendendoli protagonisti di un’esperienza totale che è quella del teatro.«Il teatro è un campo di esperienza e di ricerca in cui sono in campo tutte le dimensioni della persona: il corpo, la mente, la socialità, la comunicazione; ma soprattutto è un mezzo per esplorare le possibilità della propria esistenza in relazione a quella di altri, reali o immaginari» ha concluso Salerno «Da questa dialettica nasce quel flusso di energia, che ci permette di “uscire allo scoperto” e di comunicare».

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