Il legale di Di Lorenzo: “Sentenza di primo grado come un film”

Scritto da , 30 Gennaio 2016
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di Giuseppe D’Alto

 

“Una sceneggiatura di un film tratta da una storia realmente accaduta”. L’avvocato Arnaldo Franco, legale difensore di Alberto Di Lorenzo, ricorre ad una similitudine per sintetizzare la ricostruzione dei giudici di primo grado del Tribunale di Salerno che ha determinato la sentenza di condanna. Il riferimento è alla triplicazione del reato di abuso sulla quale si fonda la decisione del collegio giudicante. “E’ un trattato giuridico che perde il contatto con i fatti e si estrinseca in costruzioni di ragionamenti e non su una prova logica con la figura del project manager che sembra nata dal nulla. Come un vestitino cucito su misura per fare guadagnare qualcosa a Di Lorenzo. Il Rup, per la molteplicità delle funzioni e delle competenze, dovrebbe essere Mandrake come riferì in sede di indagini lo stesso Lorenzo Criscuolo, teste dell’accusa. E’ pacifico che ha bisogno di collaboratori per espletari le sue funzioni. Quando le competenze sono state delegate alla Provincia il progetto è stato gestito da un coordinatore e quindi anche in quel caso andava contesta l’incarico. Per il progetto del fotovoltaico Di Lorenzo ha ricoperto l’incarico di coordinatore, termine usato in luogo di project manager perché eravamo sotto inchiesta, percependo gli stessi soldi che gli erano stati attribuiti per il termovalorizzatore.  In virtù di ciò dobbiamo dire che ha ragione De Luca quando parliamo di reato linguistico anche perché non si comprende perché il project sia una figura più apicale del coordinatore. Se c’è un’ordinanza immotivata è la numero tre cioè quella che indica i ruoli e le competenze. La quattro non fa altro che richiamare la tre. Si parla di ordinanza scarsamente motivata. Vorrei evidenziare che in riferimento della nomina della dottoressa Lordi viene precisato che è stata determinata dalla qualità elevate della professionista. Basta questa fictio per evitare la condanna del dottore Di Lorenzo? Forse l’unica anomalia che l’ordinanza numero quattro è stata presentata a pochi giorni dalla tre”.  L’avvocato Franco sottolinea: “Il project manager non solo esiste è il futuro delle Amministrazioni”. Il legale cita una sentenza del Tribunale civile e la nomina a project manager delle Ferrovie dello Stato. Inoltre viene richiamata la nomina dell’ingegnere Cannoniero a coordinatore del progetto del Termovalorizzatore quando le competenze sono state trasferite alla Provincia. “Tale figura non era prevista dal regolamento dell’Ente”. Viene evidenziato come Di Lorenzo non si sia mai sovrapposto al Rup. “La sua attività trasversale rispetto al responsabile unico. Voglio evidenziare che tra le qualità riconosciute a Di Lorenzo c’è quella dei rapporti umani e, sotto quest’aspetto, c’è da rimarcare i tempi ed i modi in cui si occupò degli espropri dei terreni per l’opera che lo stesso Criscuolo definire la più rilevante realizzata a Salerno. Ottomila euro non è un illecito profitto perché Di Lorenzo fa parte del gruppo di lavoro e tra l’altro non ha chiesto neanche il rimborso per le trasferte di Torino e Los Angeles. Il lavoro di Di Lorenzo si sarebbe fermato alla stipula del contratto preliminare”. Sui rilievi relativi alla nomina occulta il legale richiama quanto già riferito da Alberto Di Lorenzo in occasione delle dichiarazioni spontanee: “Il dottore si è messo il casco ed ha scavato questi articoli di giornale in cui viene intervistato come project manager dei lavori per il termovalorizzatore. Come si fa a parlare di nomina nascosta se viene richiamata sul sito web, quando non era ancora obbligatorio, e sull’albo pretorio? “. Al termine della lunga arringa l’avvocato  ha chiesto l’assoluzione “con la formula piena. La giustizia a Salerno non l’ha portata De Luca”. Nelle more l’avvocato Carbone, difensore del Goveronatore della Campania, ha depositato nuovi documenti sugli enti pubblici nei quali si parla della coesistenza tra Rup e Project Manager. L’udienza è stata aggiornata al 5 febbraio quando toccherà al professore Castaldo chiudere le arringhe difensive. Il presidente della Corte, Michelangelo Russo, come ha riferito ieri, potrebbe pronunciare la sentenza nella stessa giornata.

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