Il latte resterà il Nostro

Scritto da , 25 febbraio 2014

di Marta Naddei

Non c’era la busta di Newlat, non c’era qulla della cordata di imprenditori locali. La Centrale del Latte di Salerno si salva dalla privatizzazione per il rotto della cuffia. Non perché l’iter sia stato bruscamente interrotto da un passo indietro dell’amministrazione comunale, ma perché nessuna delle due aziende rimaste in corsa per l’acquisizione delle quote della storica municipalizzata del Comune di Salerno, dopo le rinunce delle scorse settimane dei tre colossi Parmalat, Granarolo e Yma, ha inteso presentare la propria offerta con relativo piano economico-industriale. Insomma, un vero e proprio ko per la procedura di vendita indetta dal Comune di Salerno che da questa operazione avrebbe voluto incassare una cifra minima di 12 milioni e 700 mila euro, ovvero quella posta a base d’asta. Ed è stato, probabilmente, il costo a inibire Mastrolia e Morretta dal proseguire; così come anche la battaglia intrapresa dai lavoratori e dai sindacati che avrebbero voluto, innanzitutto, garanzie in merito ai livelli occupazionali così come certezze sulla mancata delocalizzazione della produzione. Paletti che, presumibilmente, le aziende interessate non avrebbero potuto rispettare. La notizia della mancata presentazione delle offerte è giunta pochi minuti dopo la conclusione della assemblea che i dipendenti della Centrale, ieri mattina, hanno tenuto con i rappresentanti sindacali per mettere a punto nuove strategie per tentare di osteggiare la prosecuzione della vendita. Ma ora non è più necessario. Ora l’attenzione è tutta rivolta al futuro: quali saranno i prossimi passi del Comune dal momento che, proprio il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca, aveva puntato tutto sulla cessione della municipalizzata del latte, ribadendo la ferma posizione di volerla vendere? A quanto pare, le carte in tavola potrebbero ben presto cambiare. Non è escluso, infatti, che il Comune di Salerno possa a questo punto decidere di lasciare le cose esattamente come stanno: ovvero con la Centrale del Latte pubblica. Sì, è probabile che non verrà indetto alcun nuovo bando perché se effettivamente il prezzo di vendita ha rappresentato il principale ostacolo alla presentazione delle offerte di Newlat e cordata di imprenditori locali del settore lattiero-caseario capeggiata dalla coop Latte Sele, la prossima procedura di gara dovrebbe avere a base d’asta una cifra ancor minore rispetto a quella dell’iter appena conclusosi e che già a molti sembrava essere fin troppo bassa per una azienda come la Centrale del Latte. Insomma, significherebbe regalarla. Dunque, secondo i bene informati, potrebbe essere lo stesso Ente di via Roma a lasciare tutto così com’è. Per quel che concerne, invece, la somma che il Comune aveva inserito nell’assestamento di bilancio lo scorso mese di dicembre da palazzo di Città affermano: «Erano somme extra: accantonate ma non impegnate. Nel previsionale non ci saranno».

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