Il killer di Nastri ha le ore contate. Lunedì i funerali

Scritto da , 20 dicembre 2015

Gli inquirenti hanno praticamente cjiuso il cerchio e l’assassino (o gli assassini) di Massimiliano Nastri hanno le ore contate. Dovrebbe trattarsi di una persona già note alle forze dell’ordine e legato all’ambiento dello spaccio sul territorio dei picentini. Dopo una serie di verifiche incrociate ed accertamenti gli uomini dell’arma sarebbero giunti all’uomo che avrebbe esploso i colpi mortali. Secondo quanto emerso dall’autopsia Nastri sarebbe stato prima picchiato e poi ucciso. Questo il responso del medico legale Palmira Cornetta. Massimiliano Nastri, prima di essere ammazzato con quattro colpi di pistola, sarebbe stato pestato dal suo, o dai suoi, carnefici. Un particolare che apre a nuovi scenari. Non è da escludere che Nastri, oltre alle mire espansionistiche sul mercato dello spaccio, volesse coprire qualcuno o nascondere qualcosa. Il suo aguzzino, dopo averlo pestato, ha deciso di ucciderlo forse per dare un segnale. Nastri stava rientrando a casa: qui lo aspettava il suo assassino che gli ha sparato al petto e concluso il suo mandato di morte con una pistolettata alla testa. La madre Caterina, sentiti i colpi, si è affacciata alla finestra, ha riconosciuto il figlio riverso per terra ed è scesa in strada. Il buio, intanto, ha agevolato la fuga dell’assassino che, come anticipato ieri, ha trovato appoggio in un complice che lo attendeva poco lontano. Auto o moto questo non è stato ancora accertato. Nessuna citofonata, nessuna chiamata amichevole per attirare Nastri in una trappola. Una ricostruzione dell’omicidio che lascia aperta ogni ipotesi. Partendo dalla considerazione che l’assassino ha agito con freddezza e determinazione, non lasciando alla vittima nemmeno il tempo di abbozzare una difesa o una fuga. Elementi, come nel caso dell’omicidio Autuori, che lasciano pensare ad una professionista che ha agito rapidamente e senza lasciare tracce con la sua calibro 38. C’è un nesso tra i due omicidi? Apparentemente no, in pratica non è stata la stessa arma a fare fuoco. La stessa perquisizione all’auto della vittima, parcheggiata poco lontano da casa, non avrebbe dato elementi utili alle indagini. Del resto Nastri sapeva bene di essere nel mirino delle Forze dell’Ordine per i suoi precedenti. Nella giornata di ieri è stato dato il nulla osta per celebrare i funerali. L’ultimo saluto a Massimiliano Nastri sarà dato domani mattina.

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